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Il profilo dell’uomo d’affari

Formali, spesso giudicano dall’apparenza, ad esempio valuteranno l’hotel nel quale alloggiate. Gli interlocutori più anziani parlano meglio il francese dell’inglese, l’influenza francese è rimasta anche dopo la fine del protettorato e la classe dirigente ha studiato in Francia o in francese fino agli anni '80. Potrà succedere che vi facciano attendere prima di essere ricevuti, non è un segno di scortesia ma un modo per affermare un leggero potere e la posizione sociale.

Negli appuntamenti non rifiutate mai se vi offrono delle bevande, questo viene considerato come un rifiuto alla persona. Durante l’incontro molto probabilmente vi verrà anche indicata la sedia nella quale sedere, anche questo indica il rango: è un aiuto a evitare gaffe, rispettate il posto che vi è stato assegnato.

Negli ultimi anni è aumentato il numero delle persone che indossano abiti tradizionali e la presenza del Corano negli uffici, come effetto dell’arrivo nella classe dirigente di una borghesia egiziana più osservante e contraria all’occidentalizzazione. Oggi in Egitto, infatti, mostrarsi credenti è diventato un valore positivo anche nel mondo degli affari e la parola “religioso” è spesso usata come sinonimo di “onesto”. L’imprenditore religioso, nell’attuale visione, non è corrotto.
Il cambiamento e i nuovi progetti non sempre sono accettati con grande entusiasmo dai manager egiziani, devono prima essere analizzati con attenzione in ogni loro fase, per assicurarsi che tutti i rischi siano stati valutati. Non aspettatevi delle decisioni rapide.

Il ruolo delle donne

Il processo di integrazione delle donne in Egitto è ancora lungo e tortuoso, messo in pericolo anche dalle ultime vicende politiche: la svolta sperata con la “primavera araba” non è arrivata. Secondo un’indagine di fine 2013 compiuta da Thomson Reuters Foundation, su 22 paesi del mondo arabo l’Egitto risulta ultimo in classifica per condizioni e diritti delle donne.

Troveremo raramente donne in posizioni di rilievo nelle imprese egiziane.

Modalità di comunicazione e relazione

Fissate gli appuntamenti almeno con due settimane di anticipo, ma aspettatevi dei cambiamenti. Ricordatevi di non proporre il venerdì per gli appuntamenti di lavoro, il week end è costituito da venerdì e sabato.

Come in molti altri paesi arabi, cercate di distinguere i musulmani osservanti, che non vi porgeranno la mano se siete donne e sostituiranno il contatto con un rapido tocco sul proprio torace, all’altezza del cuore. Dosate il contatto visivo rendendolo meno intenso rispetto al mondo occidentale.

I rapporti d’affari all’inizio sono molto formali e gli egiziani amano utilizzare i titoli, quindi ricordatevi sempre di inserire prima il titolo e subito dopo il cognome. Se non siete certi utilizzate sempre le forme di cortesia anche quando vi esprimete in inglese, questa attenzione verrà apprezzata. Le signore vengono chiamate “Madam”.

Raramente i meeting con imprenditori arabi sono in privato, aspettatevi interruzioni attraverso telefonate. Spesso vi capiterà che nella stanza entrino dei visitatori (amici e parenti) che interrompono la riunione, fa parte del loro modo di comunicare, non perdete la pazienza.
I regali sono accettati, ma assicuratevi di darli e di riceverli sempre con la mano destra. Tenete presente che non verranno aperti durante la vostra presenza, ma solo in un secondo tempo. Non regalate mai fiori perché sono donati soprattutto durante i matrimoni o per visite a malati.

La puntualità e la gestione del tempo

È molto importante la pazienza. Prima di concludere un affare i manager egiziani preferiscono conoscere il loro interlocutore. Non abbiate fretta, potreste mettere a repentaglio i rapporti con il vostro interlocutore. Durante le trattative non forzate e non mettete sotto pressione il vostro interlocutore perché sarebbe controproducente. Il ritmo di lavoro è più lento rispetto al nostro ed è necessario ricordare ai nostri interlocutori scadenze e impegni senza diventare ansiosi e inopportuni: la continuità della relazione, in questo caso, aiuta i risultati delle trattative. Tenete conto dell’intenso traffico del Cairo prima di fissare gli appuntamenti: chiedete al vostro interlocutore una previsione dei tempi di trasferimento e ricordate che i mezzi pubblici non sono un’alternativa.

Il rapporto lavoro/tempo libero

Il venerdì è giorno di preghiera e gli uffici pubblici e privati sono chiusi. Troverete chiuse alcune aziende anche il giovedì.

Le banche e gli uffici pubblici solitamente sono aperti dalle 10:00 alle 15.00. I negozi invece dalle 9:00 alle 19:00 circa.

Durante il Ramadam gli orari di lavoro saranno ridotti, spesso si lavorerà solo per sei ore al giorno.

Potrà capitarvi di essere invitati a feste e cerimonie, in particolare matrimoni, se cadono durante il periodo della vostra visita; si usa, infatti, coinvolgere i contatti d’affari negli eventi del gruppo familiare.

Gaffe da evitare

Come in tutti i paesi islamici, la mano sinistra è considerata impura, evitate di utilizzarla soprattutto per mangiare e per porgere oggetti al vostro interlocutore. Sarebbe buona norma anche evitare di accavallare le gambe e mostrare la suola delle scarpe agli interlocutori. 

Il “pollice in alto” è un segno offensivo in Egitto e per l’intera comunità musulmana.

Evitate di fotografare luoghi strategici come caserme, ponti, ferrovie o aeroporti.
Non pensate che i vostri interlocutori abbiano tantissimi cugini, si chiamano genericamente “cugini”, soprattutto se si parla in inglese, gli appartenenti al clan familiare, nei confronti dei quali si mantengono legami stretti, obblighi e una relazione di aiuto.

Luoghi comuni e stereotipi

“Tutti gli egiziani sono musulmani”: gli egiziani sono per più dell’80% musulmani sunniti, i cristiani, prevalentemente copti, sono più del 10%.

In Egitto non fa sempre caldo, tra gennaio e febbraio la temperatura, al Cairo, può scendere tra i 10 e i 4 gradi… nel 2013 è avvenuta una nevicata, un evento però abbastanza eccezionale.

L’utilizzo del velo da parte delle donne è in crescita ma non è generalizzato.

Organizzazione del sistema sociale

Come in tutto il mondo arabo, la struttura sociale risente ancora dell’appartenenza non solo a specifiche classi sociali ma anche a tribù e grandi gruppi familiari, con mobilità sociale ridotta.

L’economia, messa in ginocchio negli ultimi anni dal clima di insicurezza e dal conseguente crollo del turismo, conta su un sistema di rendite legate al canale di Suez, sulle rimesse dall’estero e sugli aiuti internazionali. Ciò rende il ruolo dei leader importantissimo e funzionale a un sistema clientelare.

 

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