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Il profilo dell’uomo d’affari

L’uomo d’affari messicano non è molto differente dal manager europeo. Si dice, però, che il manager messicano lavora per vivere, non come i suoi colleghi europei o americani che vivono per lavorare. Ciò non ha a che fare con l’impegno, ma con la filosofia di vita e le priorità.

In Messico esiste un notevole rispetto per le autorità e un forte divario tra il livello direttivo e i vari livelli del resto dell’azienda, la società messicana è molto stratificata, strutturata verticalmente e gerarchicamente.

Se è una donna italiana a relazionarsi con un manager messicano deve porre attenzione a non travisare i suoi comportamenti. Gli uomini messicani si considerano molto “macho”: qualche galanteria o affermazione maschilista potrebbe emergere nelle trattative.

Il ruolo delle donne

Tradizionalmente uomini e donne hanno avuto ruoli specifici e separati, uomini al lavoro e donne dedite alla cura della casa e dei figli. Le donne messicane, pur rimanendo agli ultimi posti in quanto a percentuale d’occupazione, si sono comunque inserite nel mondo del lavoro. Il numero di donne laureate è in crescita e ciò favorisce l’inserimento in posizioni di più alto profilo nelle aziende, rispetto a quanto potevano aspirare qualche decennio fa. L’integrazione della donna nel mondo del lavoro, anche se lentamente, sta diventando sempre più evidente e importante per l’economia del Paese; in una non esigua percentuale di famiglie messicane la principale fonte di reddito è lo stipendio delle donne.

Modalità di comunicazione e relazione

La lingua che viene usata negli incontri di lavoro è solitamente lo spagnolo: lingua ufficiale del paese, ma i manager parlano fluentemente l’inglese.

I messicani sono un popolo molto espansivo, amano il contatto fisico, spesso toccano le spalle o le braccia delle persone con cui parlano, indietreggiare è considerato un insulto. Il primo saluto, però, avviene con la classica stretta di mano, le donne salutano stringendo la mano sia agli uomini sia alle donne, alle quali possono aggiungere una carezza o un bacio sulla guancia. Gli amici si salutano con un abbraccio, non è inusuale che dopo alcuni incontri anche persone straniere vengano salutate in questo modo.

I biglietti da visita vengono scambiati durante le presentazioni, si consiglia di avere un biglietto da visita in lingua spagnola contenente sia le qualifiche professionali sia quelle accademiche, che in questo ambiente sono ancora importanti. Queste ultime possono essere espresse secondo i canoni americani, ricordando che il nostro “dottore” per definire un laureato non ha alcun senso fuori dall’Italia.

Fare regali ai dirigenti d’azienda non è necessario, ma vengono comunque apprezzati. Per gli inviti a cena la scelta dei doni può cadere su caramelle, oggetti di artigianato locale o fiori (mandati per tempo). Evitate oggetti in argento, associati ai souvenir per turisti.

Buoni argomenti di conversazione sono la cultura messicana, la storia, l’arte e musei; è bene invece evitare di parlare della guerra messicano-americana, della povertà, dell’immigrazione clandestina o dei terremoti.

La puntualità e la gestione del tempo

La puntualità non è il punto forte dei messicani e ciò si riflette sulla gestione degli appuntamenti di lavoro. Il momento migliore per fissare un incontro è al mattino dalle 10:00 fino all’ora di pranzo, oppure nel tardo pomeriggio. A Città del Messico, a causa del traffico, non prevedete agende troppo fitte; i messicani, scherzosamente, dicono di mettere solo un impegno al giorno. Tenete conto che la mappa della città ha più di 200 pagine.

Sono popolari colazioni (breakfast meeting) e pranzi di lavoro, che solitamente si svolgono negli hotel dove risiede l’interlocutore straniero e hanno la durata di circa due ore. Si tende a pranzare e cenare più tardi che in Italia (pranzo tra le 14 e le 15).Gli uomini messicani, anche se invitati, e in particolare da una donna straniera, per galanteria pagano sempre il conto… un po’ come gli italiani.

Il rapporto lavoro/tempo libero

I messicani hanno una giornata lavorativa che può oscillare tra le 8 e le 12 ore, anche a causa del traffico spaventoso di Città del Messico. Contrariamente all’immaginario collettivo, in Messico si lavora 2250 ore l’anno, contro la media OCSE di 1776. Nonostante questo, l’85% dei messicani si dichiara soddisfatto della propria qualità di vita.

Il tempo per la famiglia è una priorità e così i party, che qui vengono scherzosamente chiamati Quencienetta, facendo riferimento a “quel centinaio di bicchierini”. I ragazzi escono per la pizza al martedì, quando tradizionalmente costa la metà. Lo sport nazionale più apprezzato, insieme al calcio, è il baseball. Anche la charrerìa, cioè l’arte di cavalcare e domare i cavalli, è uno sport riconosciuto. Tra i manager è molto diffuso il golf, considerato un’attività adatta alle relazioni di lavoro.

Gaffe da evitare

I regali, anche se non sono obbligatori, sono sempre graditi. Un’accortezza da seguire è però quella di non regalare mai delle calendule o dei fiori rossi a qualcuno perché hanno una connotazione negativa e sono associati alla morte.

Il popolo messicano essendo caloroso, parla a distanza ravvicinata e non lesina sul contatto fisico. Questo in un occidentale abituato al suo “spazio vitale” può generare uno stato di disagio; fare però un passo indietro per allontanarsi dalla persona con cui si sta parlando è considerato un comportamento ostile e maleducato. Inoltre, quando si parla di persone che non si conoscono o con cui non si ha confidenza, usare il nome proprio senza alcun titolo (come verrebbe da fare parlando in inglese) è segno di mancanza di rispetto. Rivolgendosi a una donna va aggiunto sempre l’appellativo “Señora” al nome; sarà la persona con cui interloquite a dirvi se potete chiamarla solo col nome proprio.

Luoghi comuni e stereotipi

Il cinema ha influenzato in modo marcato la visione degli occidentali nei confronti dei messicani. Si immagina un messicano, ovviamente con i baffi, che fa la siesta con il sombrero reclinato in testa. Questo mito è decisamente da sfatare, la popolazione messicana, che può apparire lenta, è piuttosto dotata di una certa flemma indispensabile per sopravvivere… soprattutto nella sterminata area di Città del Messico, dove i semafori rossi non sono quasi mai rispettati, così come i divieti di parcheggio e ci si porta il cibo in auto come precauzione per gli ingorghi. Mentre si è fermi in coda si può comprare di tutto, dalle schede telefoniche alle bevande.

Organizzazione del sistema sociale

Il Messico è una delle nazioni più popolate al mondo; i suoi circa 113 milioni di abitanti, di 56 gruppi indigeni diversi, discendono da popoli mesoamericani e da europei. La popolazione messicana è costituita per il 60% da meticci. Il Messico è il paese che ospita il maggior numero di statunitensi che vivono fuori dai confini degli USA.

La popolazione è impiegata nei principali settori economici, come quello petrolifero o nell’attività estrattiva o agricola. Negli ultimi anni si è sviluppata l’occupazione nel settore terziario, in particolare nel turismo, risorsa economica importante. Molti messicani emigrati negli USA o in altri stati, continuano a inviare denaro ai parenti rimasti in Messico al fine di aiutarli economicamente. La povertà, infatti, resta una delle piaghe del Paese, insieme a un sistema sanitario inadeguato. Restano grandi disparità tra i 31 stati della federazione. La frontiera con gli USA è sottoposta a una forte pressione di immigrazione clandestina.

La famiglia (intesa nel suo senso allargato) è importantissima per i messicani ed è al centro della struttura sociale. Come in Italia è ritenuto un dovere aiutare i parenti a trovare lavoro o casa.

 

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