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Il profilo dell’uomo d’affari

Gli Stati Uniti sono l’esempio vivente del “melting-pot” del nostro tempo, sono un mix di culture diverse provenienti da tutto il mondo che poi però si riconoscono in un fortissimo spirito nazionale. Spesso si dice che la loro cultura del business è quasi uguale per non dire pressoché identica a quella europea; in realtà è la cultura del business vigente in Europa che è stata fortemente plasmata dalla formazione di management americana e ha forti riferimenti nelle multinazionali e nelle grandi società di consulenza statunitensi.

Gli affari avvengono formalmente tra aziende e non tra persone, per gli americani non è importante sviluppare un rapporto personale per avere una lunga relazione commerciale; infatti gli americani fanno affari dove e quando ottengono l’offerta migliore e il miglior servizio.

La caratteristica principale degli statunitensi è la mobilità, sia geografica sia lavorativa; si spostano in ogni parte del paese con rapidità grazie a un sistema di intermediazione immobiliare molto più veloce e conveniente del nostro.

I manager statunitensi accettano idee e suggerimenti anche quando provengono da collaboratori subalterni, cosa impossibile per le culture orientali. La gerarchia esiste, ma non impedisce la circolazione di idee o il processo creativo. Quello a cui gli americani tengono molto è invece il rispetto di procedure e regolamenti. A livello procedurale tutto è spiegato nel dettaglio e, solitamente, le comunicazioni avvengono in forma scritta per documentare le diverse fasi di ciascun processo. Gli americani sono molto pratici e per questo motivo è per loro importante avere sempre una documentazione tangibile a cui poter far riferimento.

Il ruolo delle donne

Probabilmente il prossimo presidente sarà donna e la Federal Reserve è guidata da una donna. Le donne americane sono leader in tutti i campi, dal business, all’esercito, alla politica. In questo momento a capo di Yahoo, Hp, IBM ci sono CEO donne. Sheryl Sandberg, top manager di Facebook ha spiegato bene il momento attuale del ruolo femminile in un libro recentissimo: Sheryl Sandberg, Facciamoci Avanti. Le donne, il lavoro e la voglia di riuscire, Mondadori, 2013.

Una differenza significativa rispetto al nostro galateo in azienda riguarda complimenti e apprezzamenti rivolti alle donne in azienda: graditi o tollerati in Italia, sono assolutamente inopportuni negli USA. La frase che un dirigente italiano può rivolgere a una collega in Italia (“Come stai bene oggi, quella camicetta ti dona molto”) può essere ritenuta sconveniente in un ambiente aziendale americano. Generalmente i “welcome book” delle aziende statunitensi sono molto chiari nel descrivere i comportamenti ammessi e quelli sanzionabili.

Modalità di comunicazione e relazione

Gli americani sono un popolo molto diretto, comunicano in modo rapido e senza “nascondersi”, non si vergognano se non conoscono qualcosa e in questo caso fanno molte domande per informarsi e aggiornarsi su ciò di cui si discute. A volte ci sembreranno superficiali o ingenui, pronti a entusiasmarsi per qualcosa per noi normale. L’uso del termine “exciting” ci apparirà eccessivo.

Il saluto avviene con la classica stretta di mano, talvolta prolungata e con lo sguardo rivolto verso l’interlocutore; nelle presentazioni di tipo più formale si utilizzano i titoli e i cognomi a titolo di cortesia, ma poi si può passare facilmente a uno stile più conviviale. Naturalmente tra i titoli non figura il nostro “dottore” riservato ai laureati, per un americano il Doctor è un medico, oppure una persona che ha conseguito un dottorato di ricerca.

Lo scambio dei biglietti da visita avviene solitamente nella fase iniziale della trattativa o prima di congedarsi da una riunione, senza nessun rituale formale.

Le controparti americane generalmente sono di dimensione superiore rispetto alle nostre imprese familiari e fanno partecipare alle riunioni tutte le persone coinvolte: potrebbe succedere di trovarci da soli con dieci interlocutori.

l pranzi o le cene di lavoro rappresentano un’occasione non solo di trattativa per il lavoro, ma anche sociale per consolidare il rapporto. Spesso tra colleghi si organizzano dei barbecue a cui partecipano anche le famiglie: questo è un modo per far legare tra loro mogli e figli, oltre che per unire i colleghi anche fuori dall’ambito lavorativo.

I regali anche se non un rito obbligato sono molto graditi. I più apprezzati sono quelli che provengono dal proprio paese, buone scelte possono essere: specialità gastronomiche, vini o liquori oppure articoli d’artigianato locale. Per gli inviti a cena portare un fiore o una bottiglia di vino sono considerati un gesto molto gentile.

Il dress code varia in base alle aree geografiche e il settore in cui si lavora. Negli ambienti finanziari e tra i top manager la mise più comune per l’uomo è il classico abito scuro e cravatta, con camicia bianca. Le camice colorate sono una concessione allo stile europeo: in un’occasione come un convegno si distinguono a colpo d’occhio gli italiani dagli americani osservando il colore delle camicie. Per le donne il classico tailleur o comunque un abbigliamento classico con colori non troppo accesi, sarà l’ideale. Le manager americane tendono a formare il “completo” coordinando tutti gli accessori. In molte aziende è d’uso il cosiddetto “casual Friday”. In California e in Florida, soprattutto nei comparti IT e nel mondo della comunicazione tutto è permesso (non è raro incontrare un art director con coda di cavallo e bermuda).

La puntualità e la gestione del tempo

L’America è il paese che ha coniato la frase “Il tempo è denaro”. Il tempo quindi è molto importante. Del resto la cultura mormona, che ha generato i primi testi sulla gestione del tempo, era insediata negli USA. Le persone spendono e risparmiano tempo come se fosse denaro. È d’obbligo rispettare gli impegni presi, se si manca a un appuntamento senza aver avvisato per tempo non si avrà mai una seconda chance.

Negli incontri di business è bene arrivare sempre con almeno 5 minuti d’anticipo; solitamente essi cominciano con la distribuzione dell’ordine del giorno. Importantissime sono anche le scadenze, le persone che le mancano sono viste come irresponsabili e inaffidabili.

Il rapporto lavoro/tempo libero

Il lavoro e il tempo libero in alcuni casi è come se si fondessero; spesso negli USA vengono organizzati pranzi o pomeriggi tra le famiglie di colleghi. In questi incontri, pur essendo informali e per consolidare i rapporti di amicizia, può sempre scappare una battuta su qualcosa di lavoro.

La famiglia è un’istituzione importantissima e a essa dedicano molto tempo. I genitori seguono i figli e li incoraggiano a svolgere sport o attività ricreative e non mancano di partecipare a partite o a esibizioni di qualsiasi genere. Il concetto di famiglia è però diverso dal nostro e si ferma al primo livello, i nonni non si occupano generalmente dei nipoti e non esiste la rete della famiglia allargata che conosciamo in Italia come alternativa al welfare.

Gaffe da evitare

Per evitare il dilagare della corruzione negli Stati Uniti l’usanza di fare dei regali alle persone con cui si entra in contatto per questioni lavorative è scoraggiata dalle aziende stesse; ciò non preclude però la possibilità di portare un piccolo gadget della propria azienda. Ogni azienda americana distribuisce ai dipendenti chiare regole sul valore dei regali che possono essere accettati.

Quando gli americani chiedono: “How are you?” non desiderano solitamente sapere come stia una persona (a meno che si tratti di amici o familiari). Si tratta di un modo gentile per cominciare una conversazione e solitamente la risposta è “Fine, thank you. How about yourself?”, senza dilungarsi in spiegazioni.

Il fumo è ormai bandito dai luoghi aziendali e pubblici e limitato anche in molti spazi all’aperto: prima di accendersi una sigaretta, conviene verificare se il luogo è dedicato ai fumatori e in ogni caso chiedere ai presenti se è fonte di disagio. Sono previste sanzioni, per esempio in albergo, per chi non rispetta le zone riservate.

Luoghi comuni e stereotipi

Uno tra i più famosi cliché sugli americani è che mangiano sempre cibo take away o da fast food. Questo è un mito da sfatare, il cosiddetto “cibo spazzatura” è molto diffuso, grazie anche al suo costo contenuto, ma il concetto di bio e chilometro zero è diffusissimo, soprattutto in California, Oregon, Washington e a New York.

“Gli americani di origine italiana sono tutti mafiosi”. Gli italo-americani vengono quindi inquadrati con l’iconografia del film “Il padrino” e oggi della saga dei “Sopranos”, dimenticando che la maggior parte degli italo-americani è perfettamente integrata e legata all’Italia dal cognome e da qualche piatto tramandato dalla nonna.

Se vi chiamate Guido preparatevi a qualche risatina: nello slang americano “Guido” indica l’italiano di seconda generazione sempre sopra le righe (troppo gel nei capelli, abiti troppo vistosi, tono della voce troppo alto…).

Organizzazione del sistema sociale

Gli USA sono uno stato federale, con differenze molto forti tra stato e stato rispetto a legislazione, stile di vita, tassazione, regolamentazione degli alcolici (in monopolio in alcuni stati), costo del lavoro. La distanza culturale tra New York e lo Utah è superiore a quella tra New York e una metropoli europea.

L’economia degli Stati Uniti è stata per molto tempo la principale economia del mondo e spesso i manager americani fanno pesare questa situazione.

Nonostante un’economia tra le più forti del pianeta, negli Stati Uniti esistono delle forti differenze a livello sociale. Le persone che non hanno un reddito sufficiente per sopravvivere sono sempre in aumento, come anche quelle che non possono accedere al servizio sanitario, in quanto disoccupate e/o sprovviste dell’assicurazione sanitaria. Una delle battaglie portate avanti dal governo del presidente Obama è il servizio sanitario anche per le classi meno agiate degli Stati Uniti, processo innescato, ma ancora lontano dal pieno compimento.

 

Letture, video e approfondimenti

 
  • Language, Culture, Customs and Etiquette

  • Business Etiquette (Do’s and don’ts)

  • da America, istruzioni per l’uso, Watzlawick, P.; 1999; Feltrinelli
    “…pendolare tra il Vecchio e il Nuovo Mondo, descrive gli Stati Uniti a chi non li ha mai visitati, a chi sta per andarci, a chi conoscendoli già voglia vederli con occhio critico. Offre così un piccolo contributo pratico, mostrando taluni aspetti della vita americana di tutti i giorni. In volo per il Nuovo continente, l’America al volante, le città, i ristoranti e gli alberghi, il mondo del denaro e quello della comunicazione, il servizio sanitario: qualche utile consiglio qua e là per migliorare l’arte di viaggiare e soggiornare all’estero, e per meglio capire cosa sia l’Homo americanus. Una trattazione leggera, acuta e arguta, da ‘vecchio’ europeo, che aiuta il viaggiatore a districarsi in ogni sorta di incombenze, usi e abitudini, mentalità e istituzioni, nella realtà quotidiana dell’America. …”