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Il profilo dell’uomo d’affari

La business community emiratina è molto diversificata, i manager delle imprese locali sono raramente autoctoni. Ci capiterà di trattare più spesso con “expat”, espatriati da tutto il mondo per ricoprire posizioni di livello, sia come manager sia come imprenditori. L’uomo d’affari emiratino ha solitamente studiato nei college più importanti del mondo e ciò fa sì che conosca molto bene le lingue straniere, in particolare l’inglese. La sua cultura è di ampie vedute, pur essendo di religione musulmana e ligio ai suoi precetti, è tollerante verso i comportamenti degli occidentali. Veste in modo modesto rispetto ai nostri canoni, a volte, e quasi sempre di venerdì, con la tradizionale kandura, una lunga tunica chiara con maniche lunghe, simile a un accappatoio.

Sono pochi i proprietari di una società che si occupano direttamente dei propri affari; le grandi famiglie di solito scelgono manager stranieri, come gli egiziani, per la gestione. Lo sceicco Majed Al-Sabah, conosciuto per la catena di negozi di lusso Villa Moda, è stato spesso criticato in patria per la sua presenza attiva nella gestione del gruppo. Gli imprenditori emiratini hanno spesso la passione per il calcio, per esempio lo sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyān, è il proprietario del Manchester City.

Il ruolo delle donne

La cultura islamica, che ha influenzato in modo drastico quella emiratina, tende a limitare la visibilità della donna, circoscrivendo i suoi ruoli all’ambito familiare o educativo. Le donne stanno attualmente entrando nel mondo del lavoro anche in ambiti diversi da quelli tradizionali: nel 2008 alle donne è stato concesso di studiare legge, e da allora solo due sono diventate giudice. Secondo un recente sondaggio della Thomson Reiters Foundation, su 22 paesi del mondo arabo, gli Emirati risultano al decimo posto in classifica per condizioni e diritti delle donne, ma in un processo, la testimonianza della donna continua a valere la metà di quella di un uomo.

L’esigua percentuale di popolazione femminile autoctona che lavora è spiegabile con la struttura sociale degli Emirati, dove la maggior parte dei posti di lavoro sono coperti da emigrati.

Modalità di comunicazione e relazione

In Medio Oriente le relazioni commerciali spesso fanno perno sui rapporti umani che si instaurano tra le persone, e sono basate sulla fiducia. Lo status della persona con cui si parla non è solo dato dal suo aspetto ma anche dall’età e dalla famiglia. Per gli abitanti dei sette Emirati non è insolito che durante le riunioni si presentino parenti o amici con qualcosa da offrire all’ospite, come te o pasticcini. L’ospitalità è tenuta in grandissima considerazione e sono molto orgogliosi di essere così aperti con gli stranieri. Le riunioni più formali possono avvenire anche negli hotel dove alloggiano gli interlocutori stranieri. È accettato da quasi tutti i professionisti arabi che un occidentale partacipi alle riunioni con al proprio fianco un traduttore, purché non sia di sesso femminile.

Negli Emirati ci sono diversi modi di salutare, meglio quindi attendere la controparte per avviare il saluto. Gli uomini solitamente si salutano con una stretta di mano; in una forma più tradizionale si possono abbracciare intorno alla spalla sinistra e scambiarsi dei baci sulle guance. Per le donne d’affari è opportuno attendere che sia l’uomo a salutare per primo e evitare quindi di prendere l’iniziativa.

I biglietti da visita sono consegnati al momento della presentazione, rigorosamente con la mano destra (la sinistra viene considerata impura). Per mostrare gentilezza nei confronti degli emiratini è bene dare un’occhiata al loro biglietto prima di riporlo, e tradurre un lato del nostro biglietto in arabo. È importante farlo tradurre da un esperto: la lingua araba è molto complicata e un solo punto in più o in meno cambia il significato di una parola.

I regali anche se non obbligatori sono apprezzati, essi vengono però aperti in privato e non di fronte a chi li fa. Evitare di regalare qualsiasi oggetto che potrebbe contenere tracce di alcool o di maiale e anche i coltelli; se si fanno dei doni a bambini non scegliere rappresentazioni di cani.

Come vestirsi? Con temperature che arrivano oltre i 40°C il classico vestito scuro con giacca e cravatta viene sostituito da leggeri completi chiari in lino; attenzione però all’aria condizionata regolata spesso sui 17 gradi. Gli uomini devo evitare di indossare gioielli visibili, in particolare al collo. Dato il clima si consiglia di indossare sempre occhiali da sole e un cappello per proteggere il capo.

Per il genere femminile vige la regola di coprire la maggior parte del corpo e indossare abiti modesti. Le donne, anche se straniere, devono indossare abiti che coprano braccia e gambe e non aderenti; sono adatti pantaloni e camice in tessuti leggeri ma non trasparenti. Ampie deroghe sono concesse in luoghi riservati alle donne o frequentati solo da occidentali.

La puntualità e la gestione del tempo

Gli appuntamenti devo essere fissati con un largo anticipo e essere riconfermati alcuni giorni prima. La puntualità non è una peculiarità del mondo arabo, che ha una visione del tempo più rilassata rispetto all’Occidente, ma è richiesta agli interlocutori stranieri. Le riunioni non saranno incontri privati, spesso verranno interrotte da telefonate, da visite di parenti, che potranno anche essere presenti all’incontro. È buona educazione non mostrare impazienza o disagio. È cortesia accettare cibi o bevande che vengono proposti durante le riunioni, il rifiuto viene visto come mancanza di rispetto.

Gli emiratini, come tutti gli arabi, sono per tradizione un popolo che ama negoziare. Le decisioni sono prese molto lentamente dopo lunghe contrattazioni. A questa lentezza, si aggiungono le formalità burocratiche che tendono ad aggiungere ritardi alla chiusura dei contratti.

Il rapporto lavoro/tempo libero

I tempi tenuti dagli uomini d’affari arabi sono diversi dallo stile occidentale. Gli orari, data la temperatura elevata, tradizionalmente vanno dalle 8:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00, ma il massiccio uso dell’aria condizionata sta facendo tramontare la pausa lunga.

La settimana lavorativa va dal sabato al giovedì, il venerdì è il giorno dedicato alla preghiera. Il tempo del lavoro e del tempo libero sono spesso scanditi da obblighi religiosi. I musulmani infatti pregano 5 volte al giorno, all’alba, dopo mezzogiorno, a metà pomeriggio e due volte dopo il tramonto; inoltre tutto il venerdì è dedito a questa pratica.

Durante il mese del Ramadan, l’orario lavorativo ha una riduzione notevole, in quanto non potendo bere e mangiare fino al tramonto le persone sono spossate; è quindi preferibile non fissare appuntamenti in questo periodo dell’anno. Se anche agli occidentali non è richiesto il sacrificio del digiuno, durante questo periodo conviene evitare di mangiare o bere in pubblico prima del tramonto. La cena, naturalmente, diventa un momento di festa e di incontro e in tutti gli hotel allo scoccare del termine del digiuno vengono approntati buffet e barbecue.

Gaffe da evitare

Essendo uno stato islamico, l’avere troppe parti del corpo scoperte è vietato, anche se è più tollerato rispetto agli altri paesi arabi. Portare sempre pantaloni lunghi almeno fin sotto il ginocchio e se si è donne coprire anche le braccia almeno fino al gomito e coprire il capo in luoghi religiosi.

Negli Emirati è più normale vedere due uomini che camminino mano nella mano, piuttosto che vedere una coppia mista farlo. Quando si è in pubblico evitare effusioni o contatti con persone di sesso opposto e non meravigliarsi invece di vedere atteggiamenti amichevoli, che in occidente potrebbero essere fraintesi, tra gli uomini.

Luoghi comuni e stereotipi

Dubai è certamente la città più conosciuta e popolosa degli Emirati, ma la capitale è Abu Dhabi.

Negli Emirati fa caldo: è vero, a luglio e agosto la massima arriva spesso a 48°C e anche le fermate degli autobus hanno il condizionamento d’aria, ma a gennaio e febbraio può scendere fino a 10. Piove raramente, ma può trattarsi di violenti temporali.

Il petrolio è l’origine della ricchezza degli Emirati, ma oggi meno di un terzo delle entrate dipende dalle risorse naturali del Paese, che ha attuato con successo un piano di diversificazione dei settori economici.

A colpo d’occhio sembrerà che nessun cittadino emiratino lavori. È vero che l’85% della popolazione è costituita da immigranti, ma è in corso un progetto di “emiratizzazione”, per limitare la dipendenza dagli emigranti. Per attuarlo sono stati superati anche alcuni pregiudizi: nelle banche, ad esempio, il 58% degli impiegati locali sono donne.

Organizzazione del sistema sociale

Gli Emirati Arabi Uniti sono una confederazione di 7 stati e la loro popolazione è per la maggior parte formata da immigrati provenienti dai paesi arabi vicini, dal sudest asiatico e dall’India, inoltre sono in aumento gli immigrati europei. Solo il 15% degli abitanti è cittadino emiratino.

La cultura di questo paese è connotata dalla religione musulmana che ne influenza ogni ambito.

Il Dubai Shopping Festival è una grande kermesse dedicata all’intrattenimento e allo shopping di lusso. Si svolge nel mese di febbraio e attira ogni anno 2 milioni e mezzo di visitatori provenienti da tutto il mondo. Altre feste di carattere religioso sono: l’inizio e la fine del Ramadan, la nascita di Maometto e il capodanno islamico; si tratta di festività che seguono il calendario lunare e quindi le date variano ogni anno.

Letture, video e approfondimenti

 
  • Usi e costumi, cultura e abitudini
    tratto da “Dossier Emirati Arabi Uniti – L’impresa verso i mercati internazionali”, 2010, a cura di Ministero dello Sviluppo Economico, Interprofessional Network