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Il profilo dell’uomo d’affari

L’india è un subcontinente, uno stato federale con più lingue, alfabeti e stili di vita. Difficile, quindi, dare indicazioni univoche in termini di galateo degli affari internazionali.

L’uomo d’affari indiano è una persona affabile e flessibile, molto attenta al suo lavoro ma che si preoccupa anche degli altri. Verso i colleghi e i dipendenti ha un approccio paternalistico, le sue preoccupazioni vanno oltre il solo aspetto lavorativo. Pur essendo attento alle scadenze, è in grado di cambiare i suoi piani in breve tempo e con poco preavviso. Non si occupa di mansioni che sono al di sotto della sua posizione perché ciò sminuirebbe la sua stima nell’ambiente lavorativo. Per l’uomo d’affari indiano non sono vincolanti solo gli accordi legali, ma è molto importante anche la parola data.

In India, anche se il sistema delle caste è illegale, esiste una struttura gerarchica forte e basata sul titolo che si ha sul posto di lavoro.

Il ruolo delle donne

Anche se migliorate rispetto al passato, le condizioni delle donne sono ancora diverse rispetto a quelle del mondo occidentale. Nella vita pubblica ed economica indiana, sono centinaia i nomi femminili emergenti nei campi più diversi: dall’industria al cinema, dalla politica alla letteratura. Eppure, dietro questa apparente apertura ed emancipazione, l’India è ancora un Paese negato alle donne. In India, le donne rappresentano la minoranza della popolazione (48%). Nell’ambito lavorativo, subiscono pesanti discriminazioni: a parità di lavoro una donna percepisce un terzo del salario di un uomo. Ciò nonostante, sono un’importantissima fonte di mano d’opera per il paese: i lavori più pesanti, la costruzione di strade o di edifici o il lavoro nei campi, sono svolti in gran parte da donne. La donna non possiede una propria libertà, passa dal controllo del padre a quello del marito, tramite il matrimonio, tappa obbligata per quasi tutte le donne indiane.

Mentre nelle zone urbane le donne lavorano e non sono viste come un peso per le famiglie, in alcuni Stati esiste ancora un fenomeno di infanticidio femminile, oggi trasformato in aborto selettivo, causato dalla difficoltà, per una famiglia, di assicurare la dote alle figlie femmine.

Modalità di comunicazione e relazione

Si consiglia di programmare un appuntamento almeno con un paio di mesi di anticipo e di sottolineare il fatto che si resterà per un periodo limitato. Inoltre, è utile confermare l’incontro qualche giorno prima. La flessibilità è d’obbligo, si deve essere sempre preparati ai cambiamenti dell’ultimo minuto relativamente all’ora e al luogo; è utile lasciare un recapito alla segretaria della persona che si dovrà incontrare, in modo da essere contattati in caso di modifiche.

Lo scambio dei biglietti da visita costituisce una parte necessaria della conduzione degli affari in India. Occorre portarne molti, le persone si scambiano biglietti da visita anche in occasioni informali. I biglietti da visita non devono essere necessariamente tradotti in hindi, dal momento che in India la lingua comune per fare business è l’inglese.

In india fare regali è una consuetudine ed è considerato un gesto di amicizia. Generalmente non si regala mai qualcosa a qualcuno che si incontra per la prima volta; si consiglia di non fare regali costosi, a meno che non si abbia un rapporto confidenziale con la persona in questione. I regali costosi vengono fatti solo da parte di amici o parenti in occasioni speciali come i matrimoni; questo perchè gli indiani cercano di contraccambiare il regalo e, se troppo costoso, può essere fonte di imbarazzo per il destinatario.

La stretta di mano è ben accetta, anche se il gesto di saluto più diffuso è il namaste: il saluto che, fatto con i palmi delle mani chiuse a preghiera tenuti all’altezza del cuore e un piccolo inchino, esprime un senso di reverenza nei confronti delle qualità della persona che si ha di fronte.

Rivolgersi alle persone anteponendo al nome Mr o Mrs; solo i membri della famiglia o le persone che hanno un rapporto stretto si chiamano infatti per nome.

La puntualità e la gestione del tempo

Gli indiani apprezzano la puntualità e l’adempimento degli impegni presi. Alcuni visitatori in India trovano sconcertante il fatto che, però, spesso gli indiani siano piuttosto flessibili con gli orari. Secondo la mentalità indiana, il tempo generalmente non è considerato l’unità di misura obiettiva per pianificare e programmare le proprie attività. In realtà, per la maggior parte degli indiani i piani e i programmi dipendono dalle altre persone e dagli eventi, perciò “potere” e “fare” vengono invertiti.

Il normale orario d’ufficio va dalle 10:00 alle 17:00, dal lunedì al venerdì. Nelle grandi città, come Mumbai, alcune attività commerciali iniziano prima, per evitare il traffico intenso delle ore di punta, durante gli spostamenti dei pendolari.

Nelle grandi città è meglio farsi aiutare ad attraversare la strada, non farete un brutta figura ed eviterete di rimanere 20 minuti ad aspettare.

Il rapporto lavoro/tempo libero

In India convivono diverse culture e religioni e ci sono diverse festività che ricorrono. Le più importanti feste nazionali sono il giorno dell’Indipendenza, la Festa della Repubblica, Gandhi Jayanti e la Festa del lavoro. In alcuni Stati dell’India si festeggiano altre ricorrenze non solo religiose, ma anche civili come per esempio la festa per la mietitura. Prestate attenzione anche al Dree Festival è una delle feste tribali. È difficile fare una selezione di ogni festività, ma prima di pianificare il proprio viaggio d’affari è consigliato fare una verificare per evitare sovrapposizioni con questi eventi. Per la maggior parte delle organizzazione commerciali, delle banche e dei dipartimenti governativi, l’anno finanziario va da aprile a marzo. La fine di marzo è quindi il periodo di chiusura delle operazioni di gestione, la gente è molto impegnata, si consiglia di non programmare incontri in questo periodo.

Alla maggior parte degli indiani piace conversare a proposito di una miriade di argomenti. Persino durante gli incontri di lavoro è comune e normale iniziare una conversazione con argomenti leggeri su questioni totalmente diverse fra loro.

Gaffe da evitare

I regali è bene che non vengano dati al primo incontro, in ogni caso è suggerito non incartarli con carta nera o bianca: questi colori sono considerati nefasti. Solitamente i regali non si aprono in presenza di chi fa il dono. Se avete lavorato o vissuto con degli indiani, il dono di una foto incorniciata che vi ritrae tutti rappresenta un gesto di amicizia e di calore.

Non fotografate senza prima chiedere il permesso, soprattutto evitate di disturbare le persone che pregano nei luoghi sacri per scattare delle fotografie.

Il senso della privacy dell’India è sicuramente differente rispetto al mondo occidentale. I vostri partner indiani potrebbero porvi delle domande che possono sembrare un po’ invadenti. Occorre ricordare che per loro è normale parlare della propria famiglia e della vita personale, spesso fare domande sulla famiglia dell’interlocutore è segno di amicizia.

I temi che possono essere toccati durante le conversazioni sono: la politica, il cricket, il cinema e le riforme dell’economia indiana. Chiederanno direttamente quanti figli avete e non nasconderanno lo stupore sentendosi dire che non ne avete.

L’inglese degli indiani presenta alcune sfumature tipiche del luogo in cui è parlato. Per esempio esistono significati locali di termini quali: “Himalayan blunder” (grave errore), “go-down” (magazzino), “deadly” (intenso e molto buono). Allo stesso modo potreste trovare persone che fanno uso eccessivo di termini come “actually” (in realtà), “obviously” (ovviamente), “simply” (semplicemente). Oltre all’intonazione, inconfondibile e generalmente impossibile da perdere anche dopo anni di vita all’estero, per un indiano anche la pronuncia varia notevolmente nelle varie zone del Paese e a volte può rendere difficile la comprensione dell’inglese parlato. Potete comunque chiedere alla persona di ripetere lentamente ciò che ha detto. Questa richiesta da parte di uno straniero non è considerata mancanza di cortesia.

Luoghi comuni e stereotipi

La distanza culturale con l’Italia è forte e forse in questo video, (suggerito dal prof. Marco Zolli, esperto di India) si possono cogliere le sfumature di una società che non può essere interpretata attraverso stereotipi.

Organizzazione del sistema sociale

L’economia indiana oggi è in grande espansione; il PIL indiano è il quarto del pianeta, tuttavia, alla crescita in termini quantitativi non corrispondono una trasformazione radicale in termini qualitativi e uno sviluppo equilibrato delle varie componenti del paese, dal punto di vista sia territoriale sia sociale. Nell’economia indiana, il settore agricolo, conserva ancora oggi un peso discreto; esso ha svolto un ruolo fondamentale nel periodo successivo all’indipendenza garantendo l’autosufficienza alimentare al paese, anche attraverso un processo di modernizzazione delle tecniche di coltura e dei prodotti impiegati, noto come “rivoluzione verde”. Inoltre non va sottovalutata la crescita di settori come quello industriale e soprattutto quello dei servizi che, viene considerato oggi il settore trainante dell’economia indiana. La crescita economica viene attribuita agli effetti derivanti dalle “aperture” all’economia di mercato, avviate nel 1991 dal governo Rao che, hanno mutato radicalmente la struttura economica; come per esempio l’ingresso nell’OMC – Organizzazine Mondiale del Commercio.

Benché la Costituzione indiana, emanata nel 1950, dichiari che tutti i cittadini hanno status e opportunità uguali e abolisca la casta degli achuta o intoccabili (il gradino più basso della scala sociale), in India restano delle forti differenze. Oggi le caste non sono dei blocchi monolitici, le cui condizioni si danno sempre uguali in qualsiasi zona del paese e in qualsiasi tempo, come potevano essere viste in passato. Persone appartenenti alla stessa casta possono avere standard di vita estremamente diversi a seconda dell’area in cui vivono. Studi recenti sulle caste indiane hanno, infatti, dimostrato che oggi in India le diseguaglianze sociali dipendono molto di più dal livello di sviluppo della regione di appartenenza che dalla propria casta, intendendo per livello di sviluppo l’insieme delle condizioni prodotte dalla combinazione di educazione, urbanizzazione e occupazione.

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