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Il profilo dell’uomo d’affari

Definire il profilo dell’uomo d’affari indonesiano non è molto facile. Il popolo indonesiano è un mix di etnie e ciò rende quasi impossibile delineare un identikit standard per questa professione. Jakarta è una metropoli dove hanno sedi e uffici le più grandi imprese internazionali, Bali è un territorio a parte, con una comunità di espatriati con attività indipendenti. Molte delle isole remote non hanno una business community vera e propria.

Il businessman indonesiano solitamente è un uomo istruito, di rango superiore ai suoi dipendenti, che gli devono rispetto; tutto ciò non implica un atteggiamento di supponenza anzi, l’uomo d’affari indonesiano tiene molto allo spirito di gruppo e di coesione con i suoi collaboratori. Nelle imprese di cultura puramente indonesiana il capo (baba) deve essere rispettato sia dal punto di vista formale sia da quello sostanziale. Il rispetto si dimostra visibilmente evitando che la vostra testa si trovi più alta della sua, se siete alti, vi conviene fare un piccolo cenno se dovete passargli davanti o tenere una postura leggermente inclinata a significare rispetto. Il rispetto formale è molto difficile da applicare, in quanto contrasta con il nostro modo di operare: nella cultura aziendale indonesiana è ritenuto molto sconveniente che un sottoposto richieda iniziative al capo o comunque gli suggerisca delle azioni. La nostra consuetudine, per cui si richiede al superiore di intervenire, oppure si prepara una lista di azioni consigliate perché si è esperti di un processo oppure semplicemente più a conoscenza di un fenomeno è assolutamente da evitare; la decisione e l’iniziativa spetta al superiore ed è ritenuto offensivo che un dipendente di livello inferiore suggerisca soluzioni o azioni.

Il ruolo delle donne

L’Indonesia è un paese a maggioranza musulmana, eppure molte donne occupano posizioni di potere all’interno delle organizzazioni ed è improbabile che i visitatori di sesso femminile incontrino alcuna ostilità da parte dei colleghi maschi.

Le donne manager che vanno in viaggio di lavoro in Indonesia dovrebbero tenere un atteggiamento molto professionale con i colleghi di sesso maschile, evitando segni evidenti di amicizia che potrebbero essere fraintesi.

Le donne dai capelli biondi e dagli occhi azzurri attirano molto di più l’attenzione in Indonesia, caratteristiche poco diffuse nella popolazione locale, la pelle molto chiara viene ritenuta molto attraente. Le donne imprenditrici hanno la possibilità di fare degli inviti a cena, ma ricordatevi che è opportuno invitare anche la moglie del vostro interlocutore per evitare imbarazzi.

Modalità di comunicazione e relazione

La gerarchia è molto importante per gli indonesiani, portare rispetto alle persone che occupano ruoli importanti o che hanno un’età più elevata rispetto alla propria è un gesto fondamentale e molto gradito.

I sentimenti e le emozioni vanno fatte trapelare poco e in modo discreto, non si deve mai mettere in situazioni imbarazzanti le persone con cui si sta conversando; è bene evitare anche di mettere in ridicolo, di offendere o di gridare con qualcuno.

Negli incontri d’affari il saluto formale, all’occidentale, avviene con una stretta di mano accompagnata dalla parola “Selamat”, che significa pace. Molti indonesiani possono fare un leggero inchino o mettere le mani sul cuore dopo aver stretto la mano per dare ancora più significato al saluto. Uomini e donne musulmani e indù, per motivi religiosi, non si toccano in pubblico e le donne non devono essere salutate con una stretta di mano da parte di un uomo, tuttavia il gesto va ricambiato se l’iniziativa è femminile. I saluti sono un’importante formalità e non vanno fatti in modo sbrigativo, ciò può essere visto come poco rispettoso.

I biglietti da visita sono formalmente scambiati durante la fase iniziale dell’incontro; devono contenere il vostro titolo e, anche se non obbligatoriamente, avere un lato tradotto in bahasa o in cinese, in base all’interlocutore: ciò è segno di rispetto. I biglietti da visita vanno donati e ricevuti con entrambe le mani, con la destra si tiene la carta e con la sinistra si sostiene il polso, ed esaminati prima di metterli via.

La puntualità e la gestione del tempo

Il tempo in Indonesia viene vissuto in modo molto rilassato e flessibile. Gli indonesiani non ricorrono a negoziazioni d’affari e spesso non si prendono il tempo per progettare tutto nel dettaglio. La puntualità non è sempre osservata, perché agli indonesiani non piace che qualcuno gli metta fretta e non hanno il senso occidentale di urgenza. L’atteggiamento indonesiano verso il tempo è il riflesso dell’espressione: “il tempo non è soldi”. Essi possono mostrare meno interesse riguardo al profitto, ma un’attenzione ai rapporti umani. Tuttavia gli occidentali sono tenuti a essere puntuali per gli appuntamenti di lavoro, se si è in ritardo è opportuno avvisare con una telefonata la persona che si deve incontrare.

Il rapporto lavoro/tempo libero

L’Indonesia è la più grande nazione musulmana nel mondo e festeggia con grande partecipazione il Ramadan e le altre feste islamiche. A Bali, dove la maggioranza segue una religione di fusione tra induismo e buddismo, occorre districarsi tra feste musulmane (ormai nell’isola vivono molti immigrati da Giava e in ogni caso gli uffici pubblici seguono il calendario musulmano) e feste locali. Queste ultime si ripetono due volte l’anno, visto che il calendario balinese dura sei mesi.

Tenete conto, nei rapporti di lavoro, che le cerimonie di famiglia sono una priorità: il vostro interlocutore potrebbe assentarsi perché la sua famiglia allargata ha avuto un lutto e lui ha un obbligo assoluto di presenza.

Nelle città, essendo ormai molto occidentalizzate, la vita indonesiana segue i ritmi a noi familiari: la settimana lavorativa va dal lunedì al venerdì, con i classici orari d’ufficio e i negozi restano aperti 7 giorni su 7, spesso con orari prolungati.

Gaffe da evitare

Mentre si mangia è vietato parlare, la conversazione è riservata per il prima e il dopo pasto. Ricordate anche di non utilizzare la mano sinistra a tavola perché è considerata impura. Sarebbe meglio anche evitare di fissare a lungo una persona, perché è considerato un gesto di sfida.

Se si desidera fare un regalo a un indonesiano bisognerebbe prestare attenzione ad alcuni particolari: non donate mai forbici o coltelli perché solitamente viene associato alla fine di un rapporto; evitate anche prodotti o fotografie di cani, sono considerati impuri. Se il vostro interlocutore è di originale musulmana evitate di regalare alcolici, per gli indù è meglio evitare di regalare prodotti in pelle e per chi è di origine cinese è meglio evitare gli ombrelli (significa che non si vuole rivedere una persona).

Luoghi comuni e stereotipi

L’Indonesia viene spesso descritta come un paese povero, ma questo è un luogo comune. Il governo ha cercato di puntare prima di tutto sulla democrazia e questo ha dato slancio anche all’economia. Oggi l’Indonesia è vista come un mercato emergente e molto attrattivo per le aziende italiane, soprattutto nei settori della meccanica, dell’energia, dell’ambiente, dell’automotive e dei beni di lusso.

Organizzazione del sistema sociale

L’Indonesia è una nazione molto diversificata, sia geograficamente che come etnie, e le persone tendono a identificarsi in primis su base locale e solo successivamente su base nazionale. Ci sono differenze culturali derivanti dal livello economico delle famiglie di provenienza. La diversità delle religioni praticate, inoltre, implica un grande sforzo da parte del governo per mantenere la coesione del paese: il motto dell’Indonesia è “unità nella diversità”.

Gli indonesiani attribuiscono molta importanza alla famiglia e di conseguenza preferiscono il gruppo al singolo. Come in tutte le culture orientali la gerarchia gioca un ruolo importante nella cultura, anche imprenditoriale. Il rispetto per lo status, il potere, la posizione e l’età è un fondamento basilare per qualsiasi tipo di relazione. Negli uffici è il più anziano che prende le decisioni, coinvolgendo comunque il gruppo dei collaboratori e creando così un buon lavoro di squadra e delle relazioni armoniose tra colleghi.

Nel corso degli anni '90 l’Indonesia ha messo a punto una strategia di sviluppo che ha consentito di rilanciare l’economia e di realizzare importanti progressi in tutti i principali settori. Strumento della politica economica del governo sono rimasti i piani quinquennali di sviluppo, destinati a stabilire le priorità e i livelli della crescita, senza però specificare nel dettaglio i procedimenti esecutivi di particolari programmi e progetti. Oltre agli interventi diretti verso la valorizzazione del settore agricolo, tramite la creazione di infrastrutture e la concessione di sussidi agli agricoltori, si è perseguito l’obiettivo della diversificazione produttiva, riducendo la dipendenza dalle esportazioni petrolifere. Significative modifiche si sono registrate anche nella produzione industriale che è raddoppiata rispetto a quella che si registrava negli anni Ottanta. I risultati che si sono avuti sono stati incoraggianti, soprattutto sotto il profilo della crescita economica: tutte le previsioni vedono l’Indonesia tra le prime sei potenze mondiali entro il 2030.

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