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Il profilo dell’uomo d’affari

Descrivere l’uomo d’affari singaporiano è un’impresa ardua, la popolazione di Singapore è cosmopolita e delineare i tratti di un manager tipo è difficile se non impossibile; ogni etnia ha le sue caratteristiche predominanti. I manager locali possono essere cinesi, indiani o malesi, ma la business community è molto internazionale, perché Singapore è stata, ed è ancora, una delle destinazioni più ambite per lo sviluppo della carriera. In generale si può dire che l’uomo d’affari di Singapore è una persona che ha generalmente studiato o maturato esperienze lavorative anche all’estero: in Europa o America.

È una persona di ampie vedute, proiettata verso il futuro senza però tralasciare o dimenticare le tradizioni. Il manager locale crede nella meritocrazia, si attende indicazioni molto precise e raramente esce dalle direttive ricevute. Il manager straniero (in gergo “expat”) ha goduto fino a pochi anni fa di una rendita di posizione e ha apprezzato lo stile e l’altissima qualità della vita offerta dalla città: gli stipendi e i benefit delle posizioni a Singapore erano molto attrattivi, oggi i manager stranieri sono in concorrenza tra loro per conquistarsi una posizione a Singapore.

La società di Singapore, come tutte le culture orientali, dà molta importanza alla gerarchia. Le organizzazioni hanno quindi una struttura gerarchica, molte sono a conduzione familiare e, come riflesso del rispetto per gli anziani proprio della cultura locale, queste figure solitamente occupano i ruoli di rilievo nella gestione dell’azienda.

Data la varietà di lingue parlate nel paese e il passato di colonia britannica, oltre ai manager, tutti i cittadini adottano l’inglese come lingua degli affari. L’inglese è anche tra le lingue ufficiali (oltre a cinese, tamil e bahasa melayu), e viene insegnato già nella scuola primaria. Ciò facilita la comunicazione e aiuta il fiorire di relazioni personali che sono alla base del business a Singapore. I legami, anche se solo di tipo lavorativo, necessitano di molto tempo per svilupparsi; per i singaporiani la conoscenza reciproca e la conseguente fiducia sono alla base di ogni trattativa. Chi conduce le trattative vuole essere informato sulle persone e sulle aziende che incontrerà, ama grafici, schemi e presentazioni dettagliate, la pazienza e la calma nel dare informazioni e chiarimenti viene molto apprezzata, come anche la puntualità e la precisione.

Il ruolo delle donne

In confronto agli altri paesi asiatici, Singapore ha aperto maggiormente il mondo del lavoro alle donne, grazie anche a delle politiche contro la discriminazione portate avanti dai governi locali. Il genere femminile ha fatto numerosi passi avanti nel business e oggi alcune donne occupano posti dirigenziali o comunque di prestigio, nonostante le possibili barriere nella formazione e nella carriera. Le donne sono tenute a rispettare la gerarchia e ad avere un comportamento professionale e distaccato nei confronti dei colleghi uomini, limitando il contatto visivo e fisico.

Per le donne straniere valgono nella maggioranza dei casi le stesse regole, salvo che esse godono di maggior rispetto.

Modalità di comunicazione e relazione

Singapore è un melting pot di culture diverse che si intrecciano tra loro e comunicano in inglese. Nella città-stato hanno sede molte multinazionali all’interno delle quali troverete un ambiente internazionale. Nella costruzione delle relazioni con le imprese locali, invece, conviene sempre porre attenzione alle gerarchie e rispettare i ruoli.

Lo scambio dei biglietti da visita avviene durante le presentazioni iniziali, usando entrambe le mani. Se si incontra una persona di origine cinese (e sono la maggioranza) è bene avere un lato tradotto in mandarino, se i caratteri sono d’oro avete un punto in più, essendo questo colore considerato di buon auspicio. Esaminare e trattare i biglietti da visita con riguardo prima di metterli via è indice di rispetto e di interesse per la relazione intrapresa.

Singapore ha leggi severissime sulla corruzione, ma i regali sono comunque graditi, solo i dipendenti statali non possono accettare doni di qualsiasi genere. Se si partecipa a riunioni in cui saranno presenti più di una persona e si intende fare un pensiero al vostro interlocutore, è gesto gradito e gentile pensare anche alle altre persone. Scartare un regalo davanti al donatore non fa parte della cultura di Singapore, il destinatario vi ringrazierà brevemente, metterà da parte il dono, e quindi lo aprirà solo dopo la vostra partenza. Se fatto a una persona che non si conosce bene, il regalo non deve essere di valore elevato, perché potrebbe essere causa d’imbarazzo. Alcuni presenti adatti possono essere: cioccolatini, souvenir dall’Italia o gadget con il logo aziendale. I regali vanno scelti anche in base all’etnia d’appartenenza del destinatario. Se cinese sono da evitare forbici e coltelli perché sottintendono la cessazione di un rapporto o anche orologi e fazzoletti, perché simboleggiano la morte e il lutto; per quelli di religione musulmana gli alcolici, mentre per gli indù gli oggetti fabbricati con pelli di animali.

La puntualità e la gestione del tempo

Sebbene caratteristica non peculiare dei singaporiani, la puntualità è una dote molto apprezzata, se non indispensabile, per uno straniero. Arrivare in ritardo è considerato un insulto verso la persona che si deve incontrare. Non cercare di fissare appuntamenti durante il capodanno cinese (fine gennaio/inizio febbraio), il vesak dayo altre feste religiose perché le aziende restano chiuse e in quelle più internazionali rimangono al lavoro solo gli espatriati. È bene informarsi anche sulla religione del vostro interlocutore per non fissare appuntamenti nei giorni dedicati a feste e preghiere.

Il traffico non è una buona scusa per il ritardo: la città ha un sistema di regolazione del traffico e una zona di “congestion charge” che rende gli spostamenti paradisiaci in confronto a metropoli asiatiche come Jakarta o Bangkok. Il trasporto pubblico è molto efficiente così come il sistema dei taxi. Solo in caso di violenti temporali si formano ingorghi. Recentemente è stato introdotto anche un sistema di taxi fluviale, molto conveniente.

L’orario di lavoro è uguale a quello occidentale, dalle 9:00 alle 18:00; alcune aziende rimangono aperte più a lungo o aprono prima, i locali tendono ad arrivare al lavoro presto. Per diminuire l’affollamento della metropolitana negli orari di punta si sperimenta un sistema che rende gratuito il tragitto se si viaggia prima delle 8 di mattina. I negozi sono aperti 7 giorni su 7, alcuni rimangono aperti 24 ore. Le imprese lavorano solo 5 giorni la settimana, dal lunedì al venerdì.

Il rapporto lavoro/tempo libero

La settimana lavorativa a Singapore è simile a quella occidentale. Gli impegni più gravosi si pianificano, però, nei primi giorni della settimana, così da avere un minor carico all’avvicinarsi del weekend e più agio nell’organizzazione dei propri programmi personali. Il ritmo di lavoro rimane comunque molto simile a quello europeo e influenzato dalle differenze di fuso: chi lavora con l’Europa e gli Usa tende a fermarsi in ufficio un paio d’ore per i contatti diretti con i colleghi.

Gaffe da evitare

Non gettare mozziconi di sigaretta, cartacce o chewing gum per strada, potreste incorrere in pesanti sanzioni. Singapore per alcuni è “l’Asia senza i difetti dell’Asia” e l’ “Asia for beginners”: l’amministrazione della città tiene tantissimo all’ordine, alla pulizia e alla sicurezza. Sul Riverside al sabato sera, dopo la mezzanotte, vedrete tantissimi ragazzi seduti per terra con alcolici comprati al negozio per risparmiare, ma dopo il loro passaggio non vedrete i segni della festa.

Non paragonate Singapore alla Malaysia: i due paesi collaborano e sono legati da comuni interessi, ma non bisogna dimenticare che Singapore si è staccato, non senza tensioni, dalla federazione che aveva ottenuto l’indipendenza dalla corona britannica. Le differenze di sviluppo economico e quelle religiose sono nel tempo cresciute. Oggi Kuala Lumpur fa concorrenza a Singapore nell’attirare i big del terziario avanzato con affitti molto più convenienti, Singapore risponde migliorando continuamente i servizi.

Quando qualcuno dirà di aver ceduto il posto a una “Auntie” sulla metropolitana, oppure dirà che andiamo a comprare un panino da un “Uncle”, non pensiate che siano la zia e lo zio: è un modo simpatico per chiamare i vecchietti.

Luoghi comuni e stereotipi

Quando si pensa a Singapore ci si immagina la classica metropoli, dove gli abitanti sono stressati, freddi, inquadrati nei propri ruoli, rigidi e diligenti. Questo in parte è un mito da sfatare, è vero che Singapore ha leggi molto severe, che sanzionano anche comportamenti da noi tollerati (ad esempio attraversare la strada con il semaforo pedonale rosso). Gli abitanti di Singapore sono, però, gentili, amichevoli e aperti verso gli stranieri, e anche se efficienti e veloci non mancano d’educazione e una certa autoironia.

Singapore è una città calda e umida e così viene rappresentata in libri e film. La vita quotidiana trascorre, però, prevalentemente al chiuso, con un uso intensivo della climatizzazione.

Organizzazione del sistema sociale

La popolazione che vive a Singapore è tra le più variegate al mondo, i suoi 5 milioni di abitanti sono composti prevalentemente da cinesi, malesi, indiani e altre discendenze di asiatici ed europei. Circa il 42% della popolazione è straniero, presente lì per lavoro o studio. I lavoratori stranieri toccano un tasso del 50% nel settore dei servizi. Le molteplici differenze rendono questo stato un insieme di tradizioni, culture e lingue che hanno saputo amalgamarsi e convivere in modo pacifico. Nello Stato si registrano un tasso di delinquenza e di aggressioni tra i più bassi al mondo, il che lo rendono un luogo ideale dove vivere.

La presenza di ampie zone verdi e la disponibilità di personale di servizio a buon prezzo rende Singapore un luogo ideale per le famiglie. Il sistema scolastico, però, è di stampo cinese e generalmente non viene apprezzato dagli stranieri, essendo molto stressante e competitivo per i bambini, oltre che rigido, autoritario e nozionistico; per questo solitamente i figli degli stranieri frequentano scuole internazionali.

Le regole sull’immigrazione sono impostate in maniera aperta e liberista per attirare talenti ed eccellenza, ma sono anche molto severe nell’applicazione. Gli stranieri che perdono il lavoro oppure arrivano con un visto turistico hanno tre mesi per procurarsi un lavoro che assicuri un permesso. Non è consentito esercitare collaborazioni occasionali oppure da freelance senza un permesso di lavoro.

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