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Il profilo dell’uomo d’affari

I manager thailandesi, in particolare quelli più giovani, solitamente hanno studiato all’estero, negli Stati Uniti, in Europa, in Australia o in Nuova Zelanda, ma anche in altri paesi asiatici e quindi parlano fluentemente l’inglese. Nonostate abbiano trascorso il periodo degli studi in paesi con culture completamente differenti dalla natia, non hanno abbandonato i propri valori e la propria cultura per omologarsi a quella di tipo occidentale. Come in tutte le culture orientali, anche in Thailandia è molto sviluppato il senso del gruppo; questo si riflette anche nell’organizzazione aziendale, ma in modo diverso da come si potrebbe immaginare con una visione occidentale. Le società in Thailandia sono improntate sullo stile personale del dirigente, che le gestisce in prima persona. Avendo concentrato nelle sue mani tutto il potere decisionale, l’uomo d’affari thailandese deve avere autorità, ma saper anche ispirare rispetto. Le gerarchie sono molto considerate e rispettate, la persona più anziana gode di grande considerazione e ammirazione. Il posto di lavoro per i thailandesi si potrebbe definire “sacro”; essi infatti si aspettano di essere, per tutta la loro carriera lavorativa, dipendenti della stessa azienda e a essa dimostrano lealtà e gratitudine. Se i dipendenti sono devoti e rispettosi nei confronti del loro capo, anch’egli lo deve essere in egual misura per loro. Il manager non si limita ai soli obiettivi lavorativi, ma gioca il suo ruolo anche in altri ambiti: dall’aiuto nella ricerca di un impiego per i parenti, alla partecipazione al matrimonio di un dipendente. L’uomo d’affari thailandese è quindi un mix di pratet (autorità) e prakun (protezione).

Un’azione sgradita all’uomo d’affari thailandese è il licenziamento, questa pratica non è usuale e culturalmente accettata come nel mondo occidentale. Il licenziamento causa la perdita della reputazione per il dipendente, ma può avere delle ripercussioni anche sul datore di lavoro: dopo questo gesto, infatti, potrebbe inimicarsi qualcuno di influente e di conseguenza vedere compromessi eventuali profitti.

Il ruolo delle donne

Gli uomini svolgono tutt’oggi la maggior parte delle attività lavorative, ma rispetto al passato le condizioni delle donne sono migliorate. Le tradizionali barriere stanno lentamente scomparendo e sempre più donne aspirano o già occupano posizioni dirigenziali nel mondo del lavoro.

La Thailandia, secondo uno studio del quotidiano inglese The Independent, risulta essere il paese più women friendly, con la più alta presenza femminile in posizioni di vertice (il 45% del totale nel 2012), dove le donne trovano più spazio per fare carriera e diventare manager.

Modalità di comunicazione e relazione

La Thailandia è chiamata anche “Il Paese dei sorrisi”. I thailandesi hanno uno stile di vita semplice e sorridere fa parte dell’accoglienza di questo popolo: i thai hanno un’intelligenza emotiva molto sviluppata, per loro sorridere è un modo semplice per instaurare un rapporto di armonia con chi ci sta accanto.

Il wai è il saluto classico. Considerato segno di rispetto, si compie unendo i palmi delle mani con le dita rivolte verso l’alto, sfiorandosi vicino al torace e inchinandosi leggermente. Viene offerto per primo dalla persona di età o status inferiore alla persona più anziana o più importante, che lo restituisce. Esso non viene restituito se tra le due persone esiste una grande distanza sociale o se viene rivolto a un monaco. Con gli stranieri, ormai, è d’uso il classico saluto all’occidentale con la stretta di mano, ma è considerato maleducato e irrispettoso se uno straniero non restituisce un wai.

I nomi thailandesi sono preceduti da khun, sia per gli uomini che per le donne, che siano sposati o meno. Se non si tratta di un conoscente è meglio unire a khun il nome della famiglia. In Thailandia è molto diffuso l’utilizzo dei soprannomi per distinguere le persone, dato che l’uso dei cognomi è recente (sono stati introdotti nel 1913 dal re Rama VI) e che, essendo lunghi e complicati, risultano difficili da pronunciare.

Le relazioni d’affari si sviluppano in modo lento, per stringere accordi non bastano pochi incontri e la comunicazione non avviene solo a livello verbale, ma è importante anche il linguaggio del corpo, ritenuto a volte più significativo delle parole. Durante gli incontri d’affari, si possono svolgere anche dei pranzi o delle cene informali; nel corso di questi incontri gli argomenti di conversazione potranno spaziare dalla famiglia, allo sport, è molto importante però evitare qualsiasi discorso sulla monarchia o sulla sicurezza nazionale, argomenti delicati per i thailandesi.

I biglietti da visita vengono scambiati dopo il saluto iniziale. È buona regola consegnare la business card prima alla persona più anziana o più importante, con la mano destra e con un lato tradotto in thailandese. La traduzione dei biglietti da visita non è obbligatoria, dato che in Thailandia l’inglese è parlato fluentemente, ma è comunque considerato un segno di rispetto verso la cultura. Prima di mettere da parte il biglietto è d’obbligo leggerlo.

I regali non sono un’obbligo, ma son sempre graditi. Per un invito a cena sono appropriati fiori (ma non garofani o margherite, associati ai funerali), cioccolatini o cesti di frutta. Per i regali a partner d’affari si prediligono liquori, libri, oggetti d’artigianato o da porre sulla scrivania. L’obbligo, in tutti i casi, è donare e ricevere i doni con la mano destra. I doni devono essere confezionati con riguardo, fiocchi e nastri valorizzano il pensiero; per la carta meglio evitare i colori verde, nero o blu, legati al lutto e il rosso, a meno che la persona a cui lo donate sia cinese (per i ciniesi il rosso è un colore portafortuna).

La puntualità e la gestione del tempo

La puntualità è segno di rispetto e viene tenuta molto in considerazione; è bene quindi studiare il planning degli incontri per far sì di non avere problemi di traffico (frequenti a Bangkok) e raggiungere i diversi luoghi degli appuntamenti in perfetto orario.

Gli orari d’ufficio vanno solitamente dalle 8:00 alle 17:00, anche se alcune aziende rispettano il classico orario occidentale 9:00 – 18:00, con una pausa per il pranzo di circa un’ora verso mezzogiorno. Molte imprese locali, per evitare ai dipendenti i grossi ingorghi all’entrata e all’uscita dagli uffici anticipano l’orario di lavoro alle 7:50.

In Thailandia si celebrano molte festività durante l’anno; esse vengono considerate public holidays, quindi banche e uffici restano chiusi. La maggior parte delle celebrazioni seguono il calendario lunare e quindi occorre controllare le date effettive di anno in anno.

Il rapporto lavoro/tempo libero

La famiglia è il centro della vita thailandese. Se confrontata con quella occidentale risulta un po’ allargata. Si passa molto tempo con i membri della propria famiglia, è anche un modo per staccare dalla routine del lavoro, il lavoro infatti non deve influire sul tempo a loro dedicato. Soprattutto durante le numerose feste nazionali, che secondo le tradizioni si trascorrono in famiglia.

I thailandesi sono molto appassionati di sport. Oltre alle arti marziali, gli sport più seguiti sono: boxe, football, rugby, golf e corse di cavalli. Uno sport, se tale lo si può definire, che riscuote molto successo, è il combattimento tra pesci; i thailandesi allevano appositamente dei pesci capaci di lottare anche per sei ore di seguito. Un’attività più tranquilla, da fare anche in compagnia dei bambini, è invece il volo degli aquiloni, durante la stagione più calda si svolgono anche delle gare.

Gaffe da evitare

La monarchia per i thailandesi è importantissima: non si deve mai mancare di rispetto al re, alla famiglia reale o ai suoi simboli: è un reato punito con il carcere. Evitate quindi commenti negativi o atteggiamenti poco rispettosi.

Il buddismo è la religione più praticata in Thailandia, si deve portare rispetto per il Buddha, quindi non si devono in alcun modo deturpare le sue raffigurazioni (immagini o statue) e per entrare nei templi si devono indossare abiti decorosi, levarsi le scarpe e non scattare fotografie. Sempre per quanto riguarda la religione, è severamente vietato avere qualsiasi tipo di contatto fisico con i monaci, soprattutto se si è di sesso femminile.

I thailandesi sono molto spirituali; è vietato quindi toccare il capo delle persone, soprattutto quello dei bambini, perché la testa è la dimora dell’anima, e calpestare la soglia quando si passa attraverso una porta, perché è credenza che su di essa vivano gli spiriti.

Luoghi comuni e stereotipi

La Thailandia è considerata dalla maggior parte delle persone solo una meta per un particolare tipo di turismo, quello sessuale; questo però non è vero. La Thailandia è una “Tigre asiatica minore”, ha un’economia dinamica e ha operato una forte evoluzione negli ultimi decenni che l’ha resa una nazione crocevia di affari economici e commerciali a livello internazionale.

In Thailandia tutto costa poco, se non pochissimo! Questo mito è vero solo in parte, in realtà è più corretto affermare che il rapporto qualità-prezzo di molti servizi e divertimenti è più conveniente rispetto all’Occidente. Se volete acquistare oggetti griffati, fate attenzione agli articoli che hanno un prezzo di molto inferiore a quello in Italia: sono sicuramente dei falsi. In Thailandia i prodotti delle griffe costano molto di più che in Europa.

Organizzazione del sistema sociale

La Thailandia fino a non molto tempo fa era considerata ancora un paese del terzo mondo, con un’economia basata principalmente sull’esportazione di prodotti primari. Negli anni settanta, però, la Thailandia ha fatto registrare una crescita tra le più veloci al mondo; questo periodo florido si è poi contratto bruscamente nel 1997 quando la moneta nazionale ha avuto un crollo vertiginoso. Oggi, dopo esser ricorsa a molteplici aiuti da parte del Fondo Monetario Internazionale, l’economia thailandese ha recuperato e si è stabilizzata, ritornando a essere attrattiva per il mondo d’affari internazionale.

I thailandesi sono un popolo mite e ospitale, le persone sono umili e pazienti, sopratutto con in turisti. La Thailandia si mostra al mondo come un paese omogeneo, ma è costituita da oltre 75 etnie diverse, oltre alle persone autoctone. È stata la meta di molti emigranti cinesi, oggi questo gruppo etnico si è pienamente integrato sia a livello sociale (si registrano infatti molti matrimoni misti) sia a livello commerciale (si stima infatti che solo trenta famiglie cinesi gestiscano oltre ottocento imprese thailandesi). Tutta la popolazione thailandese è molto orgogliosa del proprio Paese, della propria cultura e della monarchia; la diffamazione del re, della famiglia reale o della bandiera viene considerato crimine di lesa maestà, punibile con il carcere. I thailandesi si vantano molto del fatto che in tutta la loro storia non sono mai stati governati da una potenza occidentale.

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