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Il profilo dell’uomo d’affari

La cultura dell’uomo d’affari polacco è abbastanza recente. Fino al 1989, infatti, il regime comunista non vedeva di buon occhio la proprietà privata e, di conseguenza, limitava l’iniziativa economica e imprenditoriale. Oggi, anche grazie all’entrata nell’Unione Europea avvenuta nel 2003, la Polonia è divenuta paese dinamico e business friendly.

Il manager polacco, soprattutto se della nuova generazione, ha una padronanza dell’inglese molto elevata, ha studiato e lavorato all’estero, accumulando esperienze di vario genere.

Negli ultimi anni, si è diffuso un nuovo tipo di occupazione per gli uomini d’affari, il lavoro frontaliero. Molti manager, soprattutto ingegneri, lavorano in Germania durante la settimana e tornano in Polonia per i weekend, sfruttando la vicinanza dei due paesi e la convenienza di vivere in Polonia con uno stipendio tedesco.

Il ruolo delle donne

Le donne in ruoli di responsabilità sono ancora una minoranza e rappresentano l’11,8% dei membri dei consigli di amministrazione delle aziende polacche. Il tasso di attività femminile in Polonia (51%) è inferiore agli obiettivi dell’UE, soprattutto a causa della mancata condivisione con gli uomini del carico della gestione familiare. La Polonia ha la più bassa percentuale d’Europa di bambini sotto i 3 anni che usufruiscono dell’asilo nido (2%) e solo il 40% di quelli in età prescolare frequenta la scuola materna: la differenza tra il tasso di occupazione delle donne senza figli e di quelle con figli, è del 24,1%.

Recentemente sono state introdotte quote di genere nella formazione delle liste dei candidati alle elezioni.

Modalità di comunicazione e relazione

Se dovete incontrare persone non giovanissime, ricordatevi di farvi accompagnare da un interprete, perché probabilmente il vostro interlocutore non parlerà inglese. L’uso dei titoli accademici e professionali è considerato segno di rispetto e sono utilizzati sia negli incontri vis-à-vis che sui biglietti da visita; per maggior riguardo poi, prima del cognome aggiungere Pan per l’uomo e Pani per la donna.

Gli incontri di lavoro possono sembrare troppo formali: le persone possono parlare solo una alla volta e le interruzioni non sono ammesse, meglio tenere le domande tutte per il proprio turno o per la fine della riunione. I momenti di convivialità sono generalmente prima dell’inizio delle riunioni.

Gli uomini più anziani, per galanteria, possono fare il baciamano alla donna.

I regali sono molto graditi, quando di valore limitato, anche se non costituiscono un obbligo. Per gli inviti a cena portare dei fiori, delle caramelle o una bottiglia di vino è considerato un gesto molto gentile. Generalmente vengono aperti al momento della ricezione.

La puntualità e la gestione del tempo

La puntualità è considerata un buon punto di partenza e segno di serietà, soprattutto considerato che i partner più comuni delle aziende polacche sono i tedeschi e che la Germania è per molti il riferimento culturale. I polacchi tendono a prepararsi in anticipo per le riunioni e considerano poco professionale non farlo; preferiscono quindi avere del materiale informativo sulle persone che devono incontrare tradotto in polacco: inviare informazioni sulla propria azienda qualche giorno prima dell’incontro vi farà guadagnare punti.

Le riunioni iniziano e terminano all’orario indicato nell’ordine del giorno, che viene redatto con largo anticipo. La puntualità è d’obbligo, anche perché è all’inizio delle riunioni, nel momento più conviviale, che si instaurano le relazioni tra le persone, rapporti che poi favoriranno o meno l’andamento del lavoro.

Il rapporto lavoro/tempo libero

Gli orari di lavoro sono molto simili ai nostri, anche se i polacchi tendono a cominciare prima la mattina ed eventualmente finire prima la sera. Solitamente lavorano dalle 08:00 alle 16:00.

Il weekend è considerato sacro, ma in casi estremi il tabù può essere infranto, più facilmente il sabato che la domenica. La domenica infatti è la giornata dedicata alla famiglia e alla religione, molto importante per i polacchi.

Gaffe da evitare

Evitare di tenere le mani in tasca e di accavallare le gambe poggiando la caviglia sul ginocchio mentre si è seduti, questo è considerato maleducato e irrispettoso.

Nel rivolgersi alle persone usare sempre il cognome accompagnato dal titolo onorifico Pan per gli uomini e Pani per le signore; solo se e quando il vostro interlocutore polacco ve lo concederà potrete passare al nome proprio o ad appellativi meno formali.

Ai tassisti e ai camerieri è consuetudine lasciare il 10% di quanto pagato; se non volete fare la figura dei “genovesi”, meglio ricordarselo!

Luoghi comuni e stereotipi

Se si pensa alla Polonia, nella maggior parte dei casi, si pensa al povero Stato, che è stato sotto il regime sovietico, in cui fa sempre freddo e dove animali come orsi o lupi circolano tranquillamente per le strade. Niente di più sbagliato!

Un altro stereotipo dell’immaginario collettivo sulla Polonia è: i polacchi sanno solo la loro lingua; oggi i giovani studiano molte lingue straniere, in primis l’inglese. È vero, però, che solo i polacchi parlano polacco (è una lingua molto difficile e praticamente priva di vocali).

La voce sul poco amore verso gli stranieri invece è vera, ma può essere capita benissimo conoscendo la storia del paese. La Polonia, non avendo confini naturali che la difendano, è sempre stata terra di conquista e ha visto i propri confini spesso modificati. Questo ha radicato nella popolazione un senso di diffidenza nei confronti degli stranieri, sentimento che però svanisce quando imparano a conoscere le persone con cui entrano in contatto e a instaurare con loro un rapporto di fiducia.

Organizzazione del sistema sociale

Dopo la caduta del muro di Berlino, la Polonia si è gradualmente aperta verso l’Occidente e ha avuto un grande boom economico, durante il quale i tassi di crescita sono stati ampiamente sopra la media europea. Le caratteristiche del paese che attraggono maggiormente gli investitori stranieri sono la crescita stabile (il PIL non si è mai contratto in questi anni di crisi), la domanda interna in espansione, la manodopera qualificata, l’efficiente capacità di utilizzo dei fondi europei. La posizione geografica consente di rivolgersi sia ai mercati dell’Europa occidentale che a quelli orientali.

Nel 2003 è entrata a far parte dell’Unione Europea senza adottare l’Euro e nel 2012 ha ospitato Euro 2012, il campionato europeo di calcio, utilizzandone gli investimenti soprattutto a fini infrastrutturali. Questa manifestazione ha fatto da vetrina al Paese e ha mostrato i suoi sviluppi, rimangono comunque spaccature interne e problemi sociali come l’abbandono dei minori.


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