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Il profilo dell’uomo d’affari

Il manager britannico è spesso un brillante laureato con una cultura europea, il classico business man con la bombetta non esiste più. A Londra, dove si genera il 30% del Pil dell’intero Regno Unito, il 32% della popolazione è straniera e nell’ambiente di lavoro la regola è la diversity. Vi capiterà di incontrare persone di tutto il mondo che condividono uno stile di comportamento britannico.

Il ruolo delle donne

L’emancipazione femminile ha origini lontane nel Regno Unito e questo si ripercuote sulla società, con una presenza femminile in tutti i livelli e settori lavorativi, dal manager al conduttore di autobus. Ricordiamo che proprio in Inghilterra nacque nel 1903 uno dei primi movimenti politici femministi che lottò per ottenere il diritto di voto per le donne. Le militanti vennero chiamate suffragettes.

Modalità di comunicazione e relazione

Interessati più ai risultati che alle intenzioni, i britannici non fanno trasparire le loro emozioni facilmente e mantengono un atteggiamento molto sobrio e controllato. A volte avrete l’impressione di un feedback negativo anche quando, sostanzialmente, l’incontro è andato bene. I madrelingua utilizzano un inglese pieno di locuzioni che lo rendono meno diretto dell’inglese americano (ad esempio “Would you mind”). Una riunione a Londra spesso è la vera sfida della cross culture: capiterà infatti di parlare inglese con un britannico, un cinese, due indiani, uno svedese e un italiano.

Il saluto viene fatto con una stretta di mano, mantenete un contatto visivo diretto con il vostro interlocutore, ma non in modo prolungato perché questo potrebbe metterlo a disagio. Solitamente all’inizio della riunione non ci sarà che uno spazio ristrettissimo e rituale per gli argomenti extra lavoro.

Se tutti i partecipanti alla riunione sono allo stesso livello, ci sarà la possibilità di esprimere liberamente la propria opinione e le proprio idee. Se all’interno dello staff sarà presente un manager di un livello superiore, lui avrà il ruolo di guidare la discussione e di coordinare tutto il gruppo di lavoro.

Curate nei minimi dettagli la vostra presentazione e assicuratevi che abbia un aspetto professionale, gli inglesi sono molto puntigliosi da questo punto di vista. Il processo decisionale non sarà rapidissimo, ma rispetterà assolutamente i tempi annunciati.

Ricordate che per gli inglesi gli accordi presi, anche solo verbalmente, sono vincolanti e vengono rapidamente seguiti da documenti scritti.

La puntualità e la gestione del tempo

Quando trattate con dei manager inglesi la puntualità è essenziale, cercate di arrivare con qualche minuto di anticipo. Troverete lo stesso atteggiamento anche da parte del vostro partner, dotato di scarsa flessibilità. A Londra le distanze sono significative e il traffico è intenso, pianificate con ampi margini gli incontri e calcolate anche le formalità di sicurezza all’ingresso di molti edifici.

Il rapporto lavoro/tempo libero

Solitamente si mantiene una separazione netta tra tempo libero e lavoro, così come tra vita professionale e vita privata. Il venerdì sera solitamente gli inglesi staccano completamente per l’inizio del weekend e tradizionalmente preferiscono passarlo nei pub con gli amici. Il weekend è spesso dedicato agli sport: dal tennis al golf, dall’equitazione al cricket in estate.

La maggior parte delle persone che lavora a Londra è pendolare, con tempi di tragitto in treno o metropolitana superiori a un’ora: il rispetto dei tempi in una riunione è fondamentale per permettere alle persone di non perdere il treno.

Troverete gli uffici aperti dalle 09:00 alle 17:30. I negozi avranno gli stessi orari, il mercoledì e il giovedì però alcuni department store resteranno aperti fino alle ore 20:00.

Gaffe da evitare

Stare a distanza troppo ravvicinata con l’interlocutore non è gradito, così come toccare braccia o spalle per ottenere approvazione: una stretta di mano e un sorriso è perfetto, poi le mani non vanno più usate. Rispetto allo standard italiano, il tono di voce può essere considerato troppo alto e il gesticolare eccessivo. Quest’ultimo nostro “vizio” viene ritenuto simpatico, ma non professionale.

Un utile promemoria: nel Regno Unito non tutti sono inglesi, ci sono, ad esempio, gli irlandesi del Nord, gli scozzesi e i gallesi. Per dare un’idea di quanto questi ultimi non si identifichino con l’Inghilterra basti osservare che esistono le nazionali scozzesi e inglesi di calcio e rugby. L’aggettivo british è, quindi, più inclusivo di english.

Anche se il Regno Unito è membro dell’Unione Europea, i britannici non considerano se stessi come europei, o meglio tendono a distinguersi dai “continentali”.

Toccandosi il naso un inglese vorrà segnalarvi che l’informazione che vi ha appena trasmesso deve essere mantenuta segreta.

Luoghi comuni e stereotipi

Gli stereotipi più comuni sull’Inghilterra sono il cibo pessimo, il cattivo gusto nel vestire e l’altezzosità degli inglesi.

Sono molto riservati ma non per questo scortesi, anzi verso gli stranieri sono sempre molto disponibili.

Il famoso humor inglese esiste ancora.

Ricordate che alcuni stili forti, legati alla moda, sono partiti proprio da questo Paese.

Organizzazione del sistema sociale

La società britannica è ormai multietnica. Gli accordi successivi all’indipendenza di molte delle colonie dell’Impero Britannico hanno generato vere e proprie migrazioni di indiani, pakistani, popoli caraibici. Oggi sono i polacchi a rendere la società britannica più variegata, insieme agli italiani (solo a Londra si stima vivano quasi mezzo milione di italiani).

La distanza tra lower class, middle class e upper class è ancora visibile nello stile di vita e nel lessico.


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