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Il profilo dell’uomo d’affari

In Romania troverete diversi profili di interlocutori, a seconda dell’area geografica e della storia professionale. A Timisoara incontrerete manager che lavorano da sempre con l’Italia, poichè in quell’area si sono insediate più di 10.000 realtà di proprietà italiana. Molti di loro conoscono bene il modus operandi delle nostre piccole imprese e la realtà della nostra industria, soprattutto di quella del Triveneto. L’appartenenza di Timisoara e della zona circostante all’impero austroungarico, inoltre, ha lasciato tracce nella cultura dell’amministrazione e nell’organizzazione.

A Bucarest, invece, i valori sono influenzati da una cultura più bizantina e meno orientata ai risultati. Potremo incontrare maturi manager che hanno un’esperienza come burocrati, maturata durante la dittatura, oppure potremo notare in chi lavora nel commercio e nei servizi un livello di disponibilità insufficiente. La cultura del servizio e quella del marketing stanno crescendo, ma risentono di un ritardo provocato da decenni di economia di scarsità (supply-side economy) e poca cultura della concorrenza; quando i clienti e i consumatori non potevano scegliere prodotti o servizi, e la disponibilità delle merci dipendeva spesso da un monopolio. Potrebbe ancora succedervi, anche se meno frequentemente rispetto a dieci anni fa, di sentirvi dire “no avem” (“non lo abbiamo”) da un commesso che ha alle proprie spalle il prodotto che state cercando.

La forte emigrazione ha spinto molti rumeni a lavorare all’estero e ora una parte di loro sta rientrando, in particolare dall’Italia, per seguire le nuove opportunità che il Paese offre, dopo l’ingresso nell’Unione Europea. L’atteggiamento di questi manager è internazionale e non porrà particolari problemi interculturali. La conoscenza dell’italiano è molto diffusa.

Il ruolo delle donne

Si stima che oltre un terzo delle attività nel settore privato sia controllato da donne, soprattutto nelle piccole e medie imprese. Ma a livello mondiale la Romania occupa solo la 70esima posizione nella classifica della parità di genere. Spesso le donne sono state costrette a prendere l’iniziativa nel momento di transizione economica e rappresentano la parte più dinamica della società.

Modalità di comunicazione e relazione

Non è raro trovare manager rumeni anziani che fanno il baciamano a una donna, non ripetete questo gesto se non ne conoscete le sfumature di significato.

Date importanza ai titoli, solitamente Domnul per gli uomini e Doamna per le donne, e subito dopo pronunciate il loro cognome. Aspettate che sia il vostro interlocutore a chiedervi di passare a un rapporto meno formale. L’etichetta e la formalità sono alla base dei rapporti d’affari e rappresentano una forma di rispetto. Aspettate che vi sia stato detto dove sedervi e non toglietevi la giacca se non lo fa la persona più anziana della riunione. Nell’evoluzione di un rapporto d’affari i rumeni tendono ad attribuire maggiore importanza alla relazione con la persona più che con la struttura aziendale. Il legame rimane solido anche nel caso il nostro interlocutore cambi ruolo oppure azienda.

La Romania ha un alto livello di burocrazia, le leggi da osservare saranno molte e in alcuni casi i percorsi complicati: preparatevi!

La puntualità e la gestione del tempo

I rumeni non sono sempre precisi e puntuali e, coerentemente, sono tolleranti con i ritardi altrui.

Nei rapporti con l’amministrazione pubblica, non perdete la pazienza se un appuntamento viene ritardato o spostato.

Il rapporto lavoro/tempo libero

Non pianificate delle riunioni o delle scadenze di progetti durante i mesi di luglio e agosto, sono periodi in cui molti vanno in vacanza, spesso sul Mar Nero.

La distinzione tra lavoro e tempo libero non è così rigida, in caso di necessità sono disponibili a lavorare durante il weekend e non è un tabù fissare un appuntamento di sabato, se necessario e conveniente per l’interlocutore.

Gaffe da evitare

Se siete invitati a cena portate dei fiori, prediligete rose e garofani in numero dispari (i fiori recisi in numero pari spesso sono associati ai funerali). Anche cioccolatini o liquori sono dei doni apprezzati. I regali verranno scartati appena consegnati. Prima di entrare nell’abitazione verificate se ci sono delle scarpe davanti alla porta, in alcune case viene richiesto di toglierle prima di entrare.

Luoghi comuni e stereotipi

I rumeni spesso sono etichettati come persone brusche e chiuse, dopo un primo approccio con loro invece vi appariranno gentili, ospitali e con uno spiccato senso dell’umorismo, spesso è la loro timidezza che sviluppa quest’atteggiamento.

I rumeni non sono tutti migranti, di fronte al direttore generale di un’impresa evitate di citare il fatto che anche la domestica del vostro vicino è rumena e ricordate che i primi a emigrare in Romania sono stati gli italiani, in più di 130.000, nell’800.

La lingua rumena è una lingua neolatina, ma questo non significa che automaticamente gli italiani la possano comprendere e parlare.

Organizzazione del sistema sociale

La famiglia è un punto saldo della vita sociale della Romania, è la rete sociale e assistenziale in caso di bisogno del singolo. La famiglia è di modello patriarcale: solitamente l’uomo è il capo famiglia, anche quando è la donna ad avere il ruolo di bread winner.

Il 45% della popolazione rumena ha meno di trent’anni, la popolazione al momento è in calo.


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