Home / Scegli il paese / Oceania / Australia

Il profilo dell’uomo d’affari

Il manager australiano è quasi del tutto simile a quello europeo, brillante, laureato, con una cultura che spazia dalle tradizioni nazionali a quelle di altri Paesi. È molto geloso della sua vita privata che deve essere lasciata lontana dal mondo del lavoro, non ama rispondere a domande relative alla sua famiglia o discutere di questioni troppo personali. Nonostante questo lato riservato è un tipo socievole, che scherza, a cui non manca il senso dell’umorismo anche in ambito lavorativo. I suoi valori sono l’autenticità, la sincerità e la modestia; non si vanta del proprio operato e non ama le persone che lo fanno. Ama gli sport, soprattutto vela e surf, che pratica anche con i colleghi al di fuori dell’orario lavorativo.

Il ruolo delle donne

L’Australia è stato il secondo Paese, dopo la Nuova Zelanda, a concedere il voto alle donne. Dopo una stagione di femminismo, la questione femminile sembra un po’ messa da parte, mentre emerge maggiormente quella dell’integrazione dei diversi gruppi etnici e del riconoscimento degli abusi nei confronti degli Aborigeni. Anche se le donne australiane hanno fatto più progressi nel raggiungere posizioni manageriali rispetto ad altre nazioni industrialmente sviluppate, ancora oggi gli uomini hanno il doppio delle probabilità di diventare manager rispetto alle donne e per le donne che hanno figli le probabilità diminuiscono ulteriormente. Le donne manager australiane sono molto presenti nei settori peggio pagati, come la sanità.

Modalità di comunicazione e relazione

Gli australiani sono molto diretti nel loro modo di comunicare. L’Australia è una delle poche culture in cui l’umorismo è totalmente permesso e accettato in situazioni di business.

È importante non forzare troppo nel promuovere la propria azienda a interlocutori australiani. Un approccio di vendita “hard” può essere spesso frainteso e può provocare una reazione molto negativa.

Il saluto non segue un rito particolare, è molto informale e rilassato con la classica stretta di mano accompagnata da un sorriso. Già al primo incontro gli australiani preferiscono usare i nomi di battesimo piuttosto che titoli troppo formali. I regali non sono una pratica molto diffusa nel mondo degli affari australiano, in azienda sono quasi sempre regolati da codici non scritti che consigliano di non accettare regali che valgano più di “due bottiglie di buon whisky”. Se si viene invitati a cena è educato portare con sé una scatola di cioccolatini o fiori per la padrona di casa. Una bottiglia di vino di buona qualità è sempre apprezzata, come la competizione con le nostre produzioni vinicole.

Solo nel mondo finanziario e nelle grandi società di consulenza resiste l’abito intero con camicia bianca. Nel resto del terziario avanzato e nel comparto IT lo stile è più casual di quello italiano ed è diffuso il friday-wear, la possibilità di andare al lavoro al venerdì vestiti in maniera informale, già pronti per il weekend.

La puntualità e la gestione del tempo

Gli australiani non sono ossessionati dal lavoro e vengono spesso cortesemente presi in giro per questo. Proprio per evitare di sacrificare il loro tempo libero cercano di gestire bene il tempo e di mantenere le scadenze. Le distanze hanno stimolato le nuove tecnologie e tutti i sistemi di lavoro e comunicazione a distanza.

La puntualità è considerata una virtù in Australia, ma per galateo gli incontri iniziano spesso con cinque o dieci minuti di ritardo, così che tutti i partecipanti alla riunione possano arrivare. Inoltre, è consuetudine passare alcuni minuti in chiacchiere “di riscaldamento” prima di arrivare alle questioni chiave della riunione.

Gli appuntamenti devono essere programmati per tempo e riconfermati alcuni giorni prima dell’incontro, senza chiedere estensioni fuori dai normali orari di lavoro. Il clichè negativo verso l’improvvisazione italiana esiste, meglio quindi seguire l’abitudine anglosassone di anticipare l’agenda della riunione e preparare rapidamente il meeting report. Ciò, però, non deve dare l’impressione che i risultati dell’incontro siano forzati oppure scontati, la discussione deve essere aperta.

Il rapporto lavoro/tempo libero

La settimana lavorativa è quella classica occidentale, dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 18:00 con una pausa per il pranzo, uscita anticipata al venerdì. Anche le feste nazionali sono uguali a quelle europee con l’aggiunta dell’Australia Day il 26 gennaio; in questi giorni le aziende restano chiuse. Raramente i dipendenti australiani fanno straordinari.

Il tempo libero viene passato con amici e familiari facendo sport, sport e ancora sport all’aria aperta oppure barbecue nel verde o in spiaggia. Non a caso questo è il paese dove sono state inventate le protezioni solari waterproof. Weekend e vacanze sono considerati sacri e intoccabili.

Gaffe da evitare

Per gli australiani preservare la bellezza del proprio bush è di fondamentale importanza. Nel caso veniate invitati a una gita o un corso outdoor rispettate l’ambiente buttando negli appositi contenitori ogni genere di rifiuto e non usando detersivi o prodotti per l’igiene personale nei corsi d’acqua.

Il rispetto verso gli altri è importantissimo. Evitate di vantare con gli australiani i vostri antenati e il vostro albero genealogico, potreste metterli in imbarazzo, visto che gli australiani “doc” discendono quasi tutti da prostitute e galeotti inglesi.

Quando parlate dell’Italia e della sua storia millenaria ricordate che chi avete davanti abita una nazione che non esisteva duecento anni fa.

Non ironizzate sull’abitudine di aggiungere Marmite (una specie di Nutella) ovunque e sulla necessità di portarsela all’estero: fa parte del DNA australiano.

Il fumo è vietato in quasi tutti i luoghi pubblici, prima di accendersi una sigaretta è bene accertarsi che sia possibile farlo e che non disturbi nessuno.

Luoghi comuni e stereotipi

“Sydney è la capitale dell’Australia”: no, è la città più grande dell’Australia, con oltre 4,6 milioni di abitanti, ma la vera capitale è Canberra (350.000 abitanti).

“Gli australiani amano i canguri”. A dire il vero, l’animale icona dell’Australia in realtà è visto come una minaccia da allevatori e contadini; oltre a questo, anche se apparentemente tenero, può diventare violento, pericoloso e distruttivo.

La diceria che descrive gli australiani come rozzi (un po’ come Crocodile Dundee) e con un accento incomprensibile è falsa. Gli australiani sono piuttosto interessati a viaggiare e sperimentare, hanno vedute abbastanza aperte, tuttavia gli abitanti delle città sono più raffinati e parlano con un accento meno marcato rispetto alle zone rurali. Gli australiani dicono che per comprendere l’accento basta avere un po’ di senso del ritmo, in realtà occorre una certa dimestichezza con l’accento britannico per comprendere al primo colpo l’inglese parlato da un australiano. Gli australiani utilizzano un linguaggio colloquiale, definito “strine”. Questa lingua è un mix tra il cockney e gli idiomi irlandesi dei primi detenuti mescolati con parole derivanti dalle lingue aborigene. Le parole vengono abbreviate e vengono aggiunte una “o” o una “ie” . Agli australiani piacciono inoltre i nomignoli al contrario, ecco perché chiamano le persone con i capelli rossi “bluey” (blu), quelle con i capelli scuri “snowy” (candido) e le persone piuttosto basse “lofty” (alto).

Organizzazione del sistema sociale

La maggioranza degli abitanti dell’Australia è di origine europea e solo circa il 10% discenderebbe dagli aborigeni. L’Australia, ancora oggi parte del Commonwealth, era il luogo in cui il Regno Unito trasferiva briganti, vagabondi o persone che avevano commesso dei crimini. La prigionia non aveva l’obiettivo di riabilitare le persone per poi riportarle in patria, ma di allontanarle in più possibile dall’Inghilterra. Oggi sono presenti in Australia molti orientali, in particolare malesi e indonesiani, per i quali l’Australia è un importante riferimento per lo studio e il lavoro. Il sistema di welfare è robusto, soprattutto verso i disoccupati. L’immigrazione è regolata e le leggi sono ferree: esistono visti per studenti che desiderino fare anche un’esperienza di lavoro e condizioni allettanti per giovani di talento.

La cultura australiana si fonda su storie di combattenti, bushranger e coraggiosi soldati, di eroi sportivi, lavoratori e intrepidi emigranti. Il loro segreto sta nell’aver sfidato la fortuna e la natura e nell’averlo fatto con una buona dose di sana ironia.

Letture, video e approfondimenti