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Consigli

Ogni paese e ogni cultura richiede una particolare attenzione, ma ci sono alcuni punti sui quali è opportuno concentrarsi, qualunque sia l'area dove ci si appresta a fare affari. Questi sono alcuni consigli pensati per il manager italiano che si rapporta con gli stranieri.

Stretta di mano

Molti modelli, provenienti dagli Stati Uniti, ci hanno esortato a dimostrare con la forza della stretta di mano la nostra sicurezza e solidità. Prima di tutto chiediamoci se è necessario e automatico dare la mano. Il significato originario di questa comunicazione non verbale era “non sono armato”, oggi costituisce certamente una invasione della zona protetta di una persona. Prestiamo attenzione con orientali e con praticanti musulmani, mantenendo un atteggiamento leggermente prudenziale e aspettando di vedere se gradiscono una vigorosa stretta di mano.

Mani a tavola

È forse uno degli aspetti più difficili da controllare. Come italiani siamo abituati a tenere entrambe le mani sul tavolo (le mani, non i gomiti!), molti americani appoggiano la mano sinistra in grembo quando non la utilizzano per tenere le posate, la maggior parte degli indiani mangiano con una sola mano (la destra) e senza utilizzare le posate.

Posizione e titoli accademici

Fuori dall’Italia l’uso di chiamare “dottore” un laureato non è diffuso e tantomeno compreso. Nel mondo anglosassone, ad esempio, il dottore è solo il medico o il pastore anglicano. Ogni utilizzo dell’abbreviazione Dr senza l’indicazione MD (se si tratta di un medico) oppure di un PhD (il titolo di chi ha conseguito un dottorato di ricerca) può essere fuorviante. Se vogliamo descrivere il nostro livello di istruzione, converrà riferirsi a un sistema internazionale, quello più conosciuto è quello anglosassone. La riforma della nostra università ha un po’ complicato le cose, possiamo comunque definire una laurea vecchio ordinamento e una laurea magistrale (specialistica) come master’s degree, mentre una laurea (triennale) si tradurrà come degree.

Appuntamenti

Da paese a paese varia la flessibilità e il senso della puntualità, ma ormai ovunque si è affermata la necessità, soprattutto quando si tratta con gli stranieri, di fissare con discreto anticipo gli appuntamenti. L’email è lo strumento principe, ma data la diffusione planetaria dei sistemi di IM (come WhatsApp), è consigliato scambiarsi i numeri di cellulare e passare all’IM quando ci si trova sul posto o lo si sta per raggiungere. Farete bene inoltre a richiamare sempre un giorno prima, per confermare l'orario.

È buona norma chiedere conferma anche dell’indirizzo e la posizione su Google Maps. In molti paesi, come a Singapore, sarà inoltre d’aiuto al tassista conoscere il codice postale. In città con una toponomastica carente, come ad esempio Tokyo, sarà indispensabile avere un punto di riferimento.

Umorismo

Lo humor è un campo minato e conviene astenersi da battute e barzellette in contesti interculturali. Anche se nel Regno Unito e in Australia il senso dell’umorismo fa parte del lavoro ed è il lubrificante dell’interazione quotidiana, in molti paesi è un tabù in un contesto formale. Fare una battuta significa avventurarsi in un territorio sconosciuto, rischiare di non tradurre correttamente e di utilizzare riferimenti non conosciuti.

Biglietti da visita

In tutto l’Oriente vanno porti con entrambe le mani ed è consigliabile prestare visibilmente attenzione ai biglietti che riceviamo, non metterli immediatamente in borsa ma piuttosto tenerli in vista sul tavolo durante l’incontro, evitando di scriverci sopra annotazioni.

Dress code

Si tratta delle regole (scritte e non) relative all’abbigliamento più appropriato in ogni ambiente e situazione. È praticamente impossibile consigliare come vestirsi nelle trattative d’affari, dipende dal paese, dal settore, dall’occasione e dal ruolo che ricopriamo. Il modo in cui ci vestiamo parla di noi e rappresenta la nostra cultura, non è corretto mimetizzarsi o travestirsi. Nel galateo degli affari internazionali il vero obiettivo è evitare l’interruzione della comunicazione: nel caso dell’abbigliamento occorre che i nostri abiti non distolgano l’attenzione dalla negoziazione e questo succede sia quando ci si veste troppo casual sia quando si esagera con l’eleganza (si dice, in questi casi, che una persona è “overdressed”).

Non si tratta nemmeno, di vestirsi secondo l’uso locale (anzi, a volte questo comportamento viene ritenuto offensivo), ma di porre attenzione, soprattutto per una donna, alle parti del corpo che si possono esporre o meno e dimostrare rispetto verso l’occasione che ci vede partecipi. In India si tratterà delle gambe, nei paesi musulmani di braccia, decolletè e piedi. Alcuni settori, come la finanza, richiedono più formalità di altri, come le nuove tecnologie e l’informatica. Un incontro pubblico è più formale di uno privato, una fiera richiede un abbigliamento più curato rispetto a un sopralluogo a un impianto produttivo. Non dimentichiamo inoltre che siamo italiani e che i nostri interlocutori si aspetteranno di vederci vestiti con stile ed eleganza, senza essere troppo formali.

Molti manager risolvono il problema uniformandosi a una “divisa” ispirata prevalentemente al mondo del management americano, quello al quale, culturalmente, facciamo più spesso riferimento. Un po’ di tempo dedicato a sfogliare una rivista di business locale e a visualizzare dei video di incontri o eventi reperibili su youtube, insieme all’esperienza, ci aiuterà a percepire lo stile di un ambiente di lavoro. Ma rimane un’alternativa più interculturale: nel caso di eventi aziendali, inviti, cerimonie, chiediamo aiuto ai nostri interlocutori, domandando se c’è un dress code rigoroso e in caso positivo quale. Il solo fatto di preoccuparsene dimostrerà rispetto e attenzione.